Inquinamento globale: 200 nazioni si riuniscono per combattere la plastica

Inquinamento globale: 200 nazioni si riuniscono per combattere la plastica
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Sono passati decenni da quando si è iniziato a discutere di piani per salvaguardare l'ambiente dall'inquinamento plastico, eppure questo problema sta continuando inesorabilmente a peggiorare. Per questo motivo i rappresentanti di quasi 200 nazioni si stanno riunendo in Uruguay per cercare di mettere un freno a questo stillicidio ambientale.

I numerosi delegati hanno scelto una famosa località balneare del Paese sudamericano, Punta Del Este, per iniziare a tracciare un percorso concreto verso il primo trattato globale per combattere l'inquinamento da materiale plastico.

Inger Andersen, direttore esecutivo del "Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente" (con sede a Nairobi), ha affermato all'inizio dei colloqui: "Sappiamo che il mondo soffre di una importante dipendenza dalla plastica. Ma una crisi legata a questo materiale è anche una crisi climatica, poiché ha una forte impronta di carbonio ed una pesante impronta chimica".

Già a marzo, durante l'Assemblea delle Nazioni Unite per l'Ambiente tenutasi nella capitale del Kenya, i vari rappresentati avevano concordato nel creare, entro il 2024, un comitato intergovernativo per negoziare e finalizzare un trattato sulla plastica legalmente vincolante.

La decisione, di fondamentale importanza, è stata subito vista come il più grande progresso ambientale dopo la firma dell'accordo di Parigi, svoltosi nel 2015 per cercare di mettere un freno al riscaldamento globale.

Un problema, quello della plastica, di proporzioni immense. Secondo alcune stime, infatti, ogni minuto viene scaricata in mare una quantità di plastica pari ad un camion della spazzatura, e si prevede che tale volume triplicherà entro il 2040 riempiendo gli oceani del mondo.

Inoltre, cosa ancora più allarmante, nano e micro-plastiche, oltre ad essere finite nei luoghi più remoti del pianeta, sono state rinvenute anche all'interno del sangue umano, dei polmoni, della milza, dei reni ed addirittura del tessuto fetale.

Secondo gli esperti, solo un accordo internazionale, legalmente vincolante e che unisca il più alto numero di nazioni, potrebbe davvero cominciare a fermare uno dei peggiori flagelli ambientali del pianeta, ma dovrà esserci soprattutto una sufficiente volontà politica.

L'attuale incontro in Uruguay avrà una durata di cinque giorni, ma sarà solo il primo passo nel lungo e complesso processo di negoziato. Sono infatti previsti altri quattro incontri globali per portare avanti il ​dibattito. Nella speranza che si raggiunga una conclusione concreta.

"Porre fine all'inquinamento da plastica è un obiettivo molto ambizioso, ma è del tutto fattibile. Bisognerà lavorare con il settore privato, con gli ambientalisti, con le comunità, con le leadership politiche. Tutti insieme dovremo cercare una soluzione", ha aggiunto il dott. Andersen.

FONTE: UNEP
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