Intel: fosche previsioni sul futuro, la crisi dei semiconduttori non finirà prima del 2023

Intel: fosche previsioni sul futuro, la crisi dei semiconduttori non finirà prima del 2023
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La carenza di semiconduttori sta funestando il settore tecnologico da più di un anno, e una soluzione sembra essere ancora lontana. Grandi produttori come TSMC e Intel hanno annunciato nuovi impianti, che però inizieranno a operare solo tra il 2023 e il 2024. Per questo, secondo il CEO di Intel la crisi non finirà prima del 2023.

Stando a quanto dichiarato dal CEO di Intel Pat Gelsinger a margine di un incontro sul bilancio quadrimestrale dell'azienda, lo shortage si estenderà almeno fino al 2023, dopo aver toccato il punto più basso a fine 2021. Secondo Gelsinger "al momento siamo nella fase peggiore. In ogni quadrimestre del prossimo anno le cose andranno sempre meglio, ma raggiungeremo un bilanciamento tra domanda e offerta solo nel 2023".

AMD, invece, sembra avere delle aspettative più ottimistiche: secondo la CEO Lisa Su, la disponibilità di CPU e GPU AMD tornerà a regimi normali nella seconda metà del 2022. Al contrario, NVIDIA non sembra prevedere un miglioramento della disponibilità delle sue GPU nei prossimi mesi, e si è allineata con le previsioni di Intel.

Le previsioni di Gelsinger, comunque, arrivano insieme all'annuncio di una contrazione del mercato dei prodotti Intel, i cui guadagni sono scesi del 2%, con una punta negativa del 5% nel settore dei notebook, che secondo l'azienda sarebbe dovuta alle "costrizioni legate all'ecosistema dei laptop". In altre parole, per Intel il crollo dei guadagni nel settore dei portatili è dovuto al fatto che i loro produttori non hanno sufficienti componenti per assemblarli e metterli in commercio.

Secondo Gelsinger, infatti, la crisi dei semiconduttori non è problematica in sé, ma solo in combinazione con la carenza di altre parti importanti: "il problema sono i set coordinati, dove possiamo avere una CPU ma non uno schermo LCD o un modem Wi-Fi. Inoltre, i data center stanno avendo grossi problemi con i chip delle batterie, con gli ethernet e con i chip che gestiscono le reti". Dunque, non occorre trovare una soluzione solo alla produzione dei chip, ma a quella di tutte le componenti elettroniche di base: è proprio per questo che i tempi per l'uscita dalla crisi saranno ancora piuttosto lunghi.

FONTE: The Verge
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