Internet low cost per famiglie a basso reddito: al Parlamento il servizio universale

Internet low cost per famiglie a basso reddito: al Parlamento il servizio universale
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Rendere la banda larga un servizio universale e proporre alle famiglie e consumatori a basso reddito tariffe low cost. E' questa la proposta aggiunta al decreto legislativo di recepimento del Codice delle Comunicazioni Elettroniche che è in fase di studio da parte del Parlamento.

Nel documento integrale, scovato dai colleghi di Corriere Comunicazioni e disponibile a questo indirizzo, si vuole istituire un "Servizio Universale per internet a Banda Larga".

Nelle motivazioni si legge che su tutto il territorio nazionale è necessario che gli utenti abbiano accesso "ad un prezzo accessibile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, ad un adeguato servizio di accesso a internet a banda larga e a servizi di comunicazione vocale, che siano disponibili, al livello qualitativo specificato, ivi inclusa la connessione sotto stante, in postazione fissa, da parte di almeno un operatore".

Nell'articolo 94 della parte III viene anche stabilito che la vigilanza sarà a carico dell'Agcom, che dovrà vigilare sull'evoluzione dei prezzi al dettaglio comparandoli ai redditi delle singole persone. “Se l’Autorità stabilisce che, alla luce delle circostanze nazionali, i prezzi al dettaglio dei servizi non sono accessibili in quanto i consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari non possono accedere a tali servizi, adotta misure per garantire a tali consumatori l’accesso a prezzi accessibili a servizi adeguati di internet a banda larga e a servizi di comunicazione vocale almeno in una postazione fissa" si legge nella proposta che indica come le Autorità ed il Ministero dello Sviluppo Economico debbano assicurare sostegno ai consumatori.

L'Agcom potrà anche imporre ai provider tariffe comuni "nel caso in cui l’imposizione del su citato obbligo a tutti i fornitori porterebbe a un eccessivo onere amministrativo o finanziario dimostrato per i fornitori". La proposta ora dovrà essere analizzata dal Parlamento.

FONTE: CorCom
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