Inventato un dispositivo che può controllare i neuroni attraverso uno smartphone

Inventato un dispositivo che può controllare i neuroni attraverso uno smartphone
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Un gruppo di scienziati provenienti dalla Corea e dall'America ha inventato un piccolissimo apparecchio che, impiantato all'interno del cervello, permette il rilascio di farmaci attraverso un semplice smartphone.

Sembra fantascienza eppure è realtà. Questo piccolissimo dispositivo può essere innestato all'interno del cervello e rilasciare ridotte quantità di farmaci, al momento desiderato e ovunque ci si trovi, utilizzando semplicemente uno smartphone.

Esso può essere usato anche per monitorare le attività del sistema nervoso centrale e scoprire l'insorgere di malattie degenerative come il Parkinson e l'Alzhaimer, la depressione e il panico, ma anche la dipendenza da altre sostanze.

Il dispositivo utilizza delle cartucce di farmaci che possono essere sostituite all'occorrenza. Come tanti piccoli mattoncini, esse possono essere sostituite e incastrate e rilasciare il loro contenuto con un semplice touch di uno smartphone.

Immettendo il farmaco direttamente nella zona interessata, l'apparecchio può, probabilmente, migliorare la cinetica di azione del farmaco stesso e ridurre le quantità di sostanza che si deve iniettare.

Il vantaggio maggiore di questa tecnologia riguarda la possibilità, per il paziente, di non essere costretto a muoversi per raggiungere l'ospedale, potendo così seguire le terapie stando comodamente a casa.

Non solo, le attrezzature neuronali, ingombranti, che si usano tuttora provocano lesioni, nel tempo, al tessuto cerebrale perché utilizzano tubi relativamente rigidi, rendendole inutili per lunghi periodi di tempo.

Per ricaricare il dispositivo gli scienziati hanno inventato piccolissime cartucce contenenti il farmaco che vengono iniettate all'interno di esso per mezzo di una sonda morbida ed ultrasottile, costituita da canali grandi quanto un capello umano.

Il passo successivo è riuscire a creare dei dispositivi simili che possano avere delle applicazioni cliniche e monitorare continuamente il paziente.

Insomma, il futuro è nelle nano e micro tecnologie.

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