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E’ stato creato un piccolo dispositivo che, installato nel cappuccio delle meduse, potrebbe potenzialmente,utilizzare questi animali per aiutarci ad esplorare gli oceani ed i mari.

La gran parte dei nostri oceani e dei nostri mari ci è ancora del tutto sconosciuta. Solo il 5-10% è, infatti, conosciuto ed esplorato. D’altro canto, in quasi tutti i mari sono presenti le meduse, piccole specie marine che si trovano praticamente ovunque. Partendo da questi due presupposti, un gruppo di ingegneri appartenenti all'Università di Stanford e alla Caltech ha sviluppato un piccolissimo dispositivo che permette alle meduse di nuotare più velocemente utilizzando meno energia. Il dispositivo lo si può paragonare ad una specie di peacemaker, un segna tempo, ma altri non è che una piccolissima protesi che, se impiantata all'interno del cappuccio di una medusa, riesce a regolarne la velocità attraverso degli impulsi elettrici.

Gli impulsi che questa protesi emette sulla medusa fanno sì che l’animale riesca a muoversi fino a tre volte più velocemente utilizzando meno energie. La medusa, infatti, si muove ad una velocità di circa 2 cm al secondo, con la protesi riesce a muoversi ad una velocità compresa tra i 4 ed i 6 cm al secondo. La piccola protesi, poi, è di soli 2 cm di diametro e non è per nulla invasiva. Il dispositivo, però, non è stato sviluppato per far semplicemente muovere con più rapidità l’animale come sembrerebbe. Se, infatti, fosse possibile aggiungere alla protesi un meccanismo che orienti l’animale ed altri sensori che misurano, ad esempio, la temperatura del mare, la salinità o la concentrazione dei gas in esso disciolti si potrebbero usare le meduse con la protesi per monitorare tutti i nostri mari, rendendo al tempo stesso l’animale più veloce ed efficiente durante gli spostamenti.

Queste meduse bioniche, chiamiamole così, potrebbero essere, come ci dicono gli ingegneri del progetto, più efficienti dei robot marini che si usano adesso di ben mille volte e potrebbero aiutarci a comprendere meglio i nostri mari e oceani. Vi è da aggiungere che l’animale, pur con la protesi, non viene danneggiato. La medusa, infatti, in situazione di stress emette delle sostanze mucose nell'acqua. A seguito dell’aggiunta della protesi all'interno del cappuccio della medusa, nessuna di queste ha emesso sostanze mucose a significare che, in quel momento, l’animale stava bene e non era in alcun modo stressato dalla protesi.

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