iPhone: i malware possono funzionare anche a telefono spento, ma non c'è da temere

iPhone: i malware possono funzionare anche a telefono spento, ma non c'è da temere
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Dopo avervi illustrato i fix di sicurezza introdotti da iOS 15.5, passiamo a parlare di un particolare malware specificamente rivolto contro gli iPhone, il quale sembra avere una capacità unica: a quanto pare, infatti, il virus funzionerebbe anche a smartphone spento.

È ormai cosa nota che gli iPhone non si spengono completamente quasi mai: anche quando l'utente decide di spegnere lo smartphone, infatti, molti dei suoi chip continuano a funzionare in modalità low-power, rendendo così possibile il tracciamento del dispositivo in ogni momento. Una ricerca, tuttavia, sembra aver scoperto che esisterebbero dei metodi per utilizzare impropriamente la modalità low power degli iPhone per far funzionare dei malware anche a telefono spento.

Il malware oggetto della ricerca è stato ideato come proof-of-concept dall'Universà di Darmstadt, che ha realizzato una delle prime analisi al mondo sui pericoli della modalità low-power per smartphone e altri prodotti elettronici di consumo. Nello specifico, la modalità low-power di iPhone, nota anche come LPM, permette ad alcune connessioni, come il 5G, il Bluetooth e l'NFC, di continuare a funzionare per 24 ore dopo lo spegnimento manuale dello smartphone.

Secondo i ricercatori che hanno realizzato il malware, però, "l'implementazione attuale della LPM sugli iPhone è opaca e rischia di aggiungere nuove minacce ai dispositivi. Poiché il supporto per la LPM è basato sull'hardware di iPhone, esso non può essere rimosso con aggiornamenti di sistema. Perciò, ogni problema relativo a tale modalità continuerà ad esistere a prescindere dai fix di sicurezza introdotti nel tempo su iOS".

Insomma, sembra che anche la modalità LPM di iPhone possa essere un veicolo per infezioni malware sugli smartphone della Mela. Tuttavia, al momento la ricerca dell'Università di Darmstadt, che evidenzia delle corrette criticità nei prodotti di Cupertino, ha una limitatissima applicazione in campo pratico: per poter essere "infiltrato" da dei malware, infatti, un iPhone deve ricevere il jailbreak, pratica che negli anni è diventata sempre più difficile e sconsigliata da parte di Apple.

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