IPTV e pezzotto: adottato alla Camera il nuovo testo per il contrasto e le sanzioni

IPTV e pezzotto: adottato alla Camera il nuovo testo per il contrasto e le sanzioni
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Le Commissioni riunite Cultura, Scienza e Istruzione e Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati hanno adottato all’unanimità il nuovo testo base unificato recante la “prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d'autore mediante le reti di comunicazione elettronica”.

Come si può leggere direttamente sul sito della Camera, l’articolo 2 prevede una serie di provvedimenti urgenti e cautelari dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che permetteranno la disattivazione all’accesso di tali contenuti illeciti (che riguardano non solo l’accesso a film e serie TV ma anche allo sport in diretta mediante IPTV).

E’ previsto che “l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con proprio provvedimento, può ordinare ai prestatori di servizi, compresi i prestatori di accesso alla rete, di disabilitare l’accesso ai contenuti illeciti mediante il blocco della risoluzione DNS dei nomi di dominio, e il blocco all’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP”, ma potrà ordinare anche il blocco futuro di ogni altro nome di dominio, sotto dominio o di ogni altro indirizzo IP che possa consentire l’accesso ai medesimi contenuti. In caso di gravità e urgenza, l’AGCOM potrà ordinare ai provider “di disabilitare l’accesso ai contenuti trasmessi abusivamente mediante blocco dei nomi a dominio e degli indirizzi IP ai sensi dei commi 1 e 2”.

L’Articolo 5 prevede anche la “richiesta di informazioni agli istituti di credito, ai fornitori di servizi di pagamento e alle società che emettono carte di credito per la repressione delle attività illecite a fini di lucro sulle reti di comunicazione elettronica”: è noto infatti che i sistemi di IPTV prevedano il pagamento di abbonamenti mensili o annuali a prezzi ridotti.

Disciplinate anche le sanzioni penali e la responsabilità amministrativa dell’ente: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque omette o ritarda di dare esecuzione al provvedimento di disabilitazione di cui all’articolo 2 o di ottemperare agli obblighi di cui al medesimo articolo 2 è punito con la reclusione da tre mesi a un anno, in deroga all’articolo 650 del codice penale. Si applicano le disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e, con riferimento alle sanzioni, quelle previste dall’articolo 25-novies del medesimo decreto legislativo”.

Qualche giorno fa, intanto la Finanza ha smantellato un’altra rete di IPTV.

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