Israele diventa il primo paese del mondo a vietare le pellicce, ma c'è una condizione

Israele diventa il primo paese del mondo a vietare le pellicce, ma c'è una condizione
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In Israele e nel mondo giorno 9 giugno sarà una data che sarà ricordata per molto tempo: il paese, infatti, è diventato il primo al mondo a vietare la vendita di pellicce animali. Il ministro israeliano per la protezione ambientale Gila Gamliel ha firmato il passaggio alla legge, dopo che l'86% del paese ha sostenuto la proposta.

"Per decenni, la PETA e le nostre affiliate internazionali hanno esposto le orribili crudeltà negli allevamenti di animali da pelliccia, dimostrando che gli animali trascorrono la loro intera vita confinati in gabbie metalliche anguste e sporche", si legge in un post ufficiale della PETA (acronimo di People for the Ethical Treatment of Animals).

C'è, tuttavia, un grande "ma" nella legge appena passata. Secondo quanto riferisce il Times of Israel potrebbe essere una "legge simbolica", poiché i permessi commerciali per il commercio di pellicce sono ancora possibili per alcune eccezioni tra cui: religione, tradizioni religiose, ricerca scientifica, istruzione o insegnamento.

In particolare, durante le festività religiose e lo Shabbat (la festa del riposo, che è celebrata ogni sabato) gli ebrei haredì, chiamati anche ebrei ultra-ortodossi, spesso indossano cappelli di pelliccia chiamati Shtreimel. Nonostante queste limitazioni, comunque, si tratta comunque di un passo avanti nella lotta contro la pelliccia per la moda.

Da questo punto di vista anche la Germania ha fatto un grande passo avanti per combattere la crudeltà contro gli animali: sarà illegale macellare i pulcini maschi nell'industria della carne.

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