Gli italiani impazziscono per le Smart City: ricerca di Intel rivela la città dei sogni

Gli italiani impazziscono per le Smart City: ricerca di Intel rivela la città dei sogni
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Mentre attendiamo di scoprire quale sarà il futuro dell'industria dopo il lancio delle prime GPU Intel ARC, il produttore continua a studiare i mercati per comprenderne i sogni e le aspirazioni. Oggetto dell'ultima ricerca sono le Smart City: cosa ne pensano gli italiani?

A quanto pare, non sono affatto pochi i nostri connazionali che non si farebbero pregare per spostarsi in una città intelligente entro i confini della propria regione. Tra gli aspetti di maggiore interesse, per il pubblico nostrano, ci sono "sostenibilità, sicurezza, efficienza energetica e mobilità intelligente", ma quante persone, in Italia, sarebbero disposte a cambiare vita verso orizzonti più smart?

Stando all'ultima ricerca di mercato finanziata da Intel, sembra che addirittura l'87% degli intervistati accetterebbe di spostarsi in una città intelligente distante mezz'ora dalla propria attuale abitazione, mentre il 68% accetterebbe di buon grado un aumento medio del costo della vita pur di vivere in una città moderna e al passo coi tempi. Addirittura, il 18% sarebbe disposto a spendere fino a 600 euro in più per questi vantaggi.

Guardando alla nostra realtà, appena il 13% pensa di vivere in una città sufficientemente smart già oggi, mentre il 68% è convinto che questo traguardo sia raggiungibile nel giro di 10 anni.

Quanto allo smart working, invece, il 79% degli intervistati apprezza questa modalità di lavoro e gradirebbe poter continuare a farlo con queste modalità. Complice l'accelerazione dettata dai tempi della pandemia, l'accesso a questo metodo di lavoro è divenuto quasi una regola e attualmente più della metà della popolazione coinvolta nello studio è convinta che sia ormai una realtà consolidata nella nostra società. C'è chi apprezza la possibilità di avere un maggiore rapporto con la propria casa e la propria terra e chi, invece, sfrutta questo tipo di lavoro per poter viaggiare con maggiore flessibilità, potendo lavorare sia al mare che in montagna. Unico ostacolo rimane ancora oggi il digital divide e bel l'83% della popolazione è convinta che il potenziale dello smart working sia ancora inespresso per via di "carenze infrastrutturali nella connettività a internet". Per fortuna, sembra che i lavori in tal senso stiano procedendo a ritmo sostenuto e, a quanto pare, Open Fiber vuole coprire le aree bianche entro il 2023.

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