Gli italiani e la pirateria: il 66% ritiene poco plausibile che venga scoperta e punita

Gli italiani e la pirateria: il 66% ritiene poco plausibile che venga scoperta e punita
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Il fenomeno della pirateria continua a rappresentare un bel problema per il mercato italiano (e ovviamente non solo per quest'ultimo). Infatti, l'Associazione Italiana Editori (AIE) ha diffuso degli interessanti dati in merito, che sembrano delineare un quadro piuttosto preciso su come vengono visti questi atti illegali nel nostro Paese.

Ebbene, stando anche a quanto scritto sul sito ufficiale dell'AIE, la pirateria danneggia ogni anno il mondo dei libri per ben 528 milioni di euro, ovvero una cifra pari al 23% del mercato (escludendo scolastica ed export). Secondo i dati diffusi, questo valore è poi destinato ad incrementare a 1,3 miliardi di euro prendendo in considerazione le ricadute per il sistema Paese. Oltre a questo, ci sono anche i mancati introiti del fisco, che ammonterebbero a 216 milioni di euro.

Insomma, le cifre diffuse dall'Associazione Italiana Editori sono parecchio alte e sembra quindi che la pirateria rappresenti ancora un problema piuttosto rilevante. Pensate che si parla di almeno 3600 posti di lavoro persi in questo settore. Si stima che le copie piratate siano 29,2 milioni per l'editoria di varia, 4 milioni per l'editoria universitaria e 2,9 milioni per l'editoria professionale e banche dati.

La ricerca commissionata dall'AIE non si ferma però qui: stando alla fonte, il 25% degli italiani con un'età superiore ai 15 anni ha compiuto almeno un atto di pirateria legato ad eBook o audiolibri e il 66% delle persone ritiene poco plausibile che queste azioni illegali vengano scoperte e punite.

FONTE: AIE
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