Ius primae noctis: ecco la più grande "fake news" del Medioevo

Ius primae noctis: ecco la più grande 'fake news' del Medioevo
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Lo ius primae noctis indica secondo la tradizione, un particolare diritto medievale utilizzato dal signore di un feudo o di un villaggio per deflorare le giovani fanciulle vergini poco prima della loro prima notte di nozze.

Come afferma però Alessandro Barbero, professore accademico e celeberrimo divulgatore, questo diritto non ha alcun fondamento reale nel Medioevo ma, sembra sia nato per un fraintendimento nel corso del '500. Nelle fonti infatti, lo ius primae nocti non appare mai, sebbene tra Boccaccio e molti altri autori, non mancavano di certo i testi con una certa attinenza alla materia sessuale.

Secondo lo studioso: "Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, e a cui hanno creduto così tanto che c'era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo. In realtà è una fantasia: non è mai esistito".
Stando a quanto affermato da Barbero nel corso del Festival della Mente di Sarzana, questo falso diritto sarebbe stato desunto da un documento del 1247 in cui un signorotto francese chiedeva una tassa ai genitori di una fanciulla, visto che questa stava per andare in sposa ad un giovane di un altro villaggio. Questa tassa viene segnalata insieme ad altre richieste fatte dal signore, in un elenco redatto da un monaco benedettino che forse annoiato dalla questione, scrive: "Oggi si pagano 3 soldi, ma ai contadini va bene, perché nei tempi antichi la tassa era tanto costosa che, piuttosto che dare al Signore un capo di bestiame, il padre gli offriva la verginità della figlia".
Secondo questo breve passo dunque, non è di certo il signore ad arrogarsi un simile diritto, bensì il contadino che pur di non pagare questa tassa, sarebbe disposto a fare carte false. Insomma, lo ius primae noctis non è altro che frutto di una fake news ante litteram.

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