Kiev e Lviv sono stati aggiunti alla lista del patrimonio mondiale in pericolo dall'Unesco

Kiev e Lviv sono stati aggiunti alla lista del patrimonio mondiale in pericolo dall'Unesco
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Lo scorso venerdì, l’UNESCO ha attuato una mossa per evidenziare i danni culturali causati dalla guerra con la Russia: ha inserito nella sua Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo nuovi e importanti siti ucraini.

Tra i luoghi a rischio, sono stati aggiungi due ambienti religiosi nella città di Kiev: la Cattedrale di Santa Sofia e il Monastero delle Grotte, meglio noto come Lavra di Kyiv-Pechersk. Inoltre, è stata inserita tutta l’area storica di Lviv.

I siti facenti parte del patrimonio dell’umanità sono dall’inizio dell’invasione “sotto costante minaccia”, ha affermato l’agenzia. “Di fronte al rischio di attacco diretto, questi siti sono anche vulnerabili alle onde d’urto causate dal bombardamento delle due città”.

Per quanto possa suonare strano, i funzionari russi hanno letteralmente dichiarato, alle Nazioni Unite, di aver preso “le precauzioni necessarie” per non danneggiare i luoghi in questione, secondo quanto riportato da Kathryn Armstrong della BBC. Ovviamente, l’Ucraina contesta con forza questa affermazione.

L’UNESCO, fin dagli albori della guerra, si è attivato per limitare i danni culturali causati dalla guerra in Ucraina. Basti pensare che già a marzo 2022, un mese dopo l’inizio del conflitto armato, l’agenzia aveva espresso preoccupazione per i siti religiosi di Kiev e per il centro storico di Lviv.

A gennaio di quest’anno, l’UNESCO aveva già aggiunto Odessa alla lista in questione e ha intensificato gli sforzi di conservazione; ma non è servito a molto dato che, a luglio, un aereo russo (gli invasori hanno negato la responsabilità dell’attacco) ha colpito la Cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, riducendola in macerie.