DVB-T2: l'AGCOM chiede al Governo una "cabina di regia" per la transazione

DVB-T2: l'AGCOM chiede al Governo una 'cabina di regia' per la transazione
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E' arrivata, da parte dell'AGCOM, una segnalazione al Governo relativa al passaggio allo standard DVB-T2. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sostiene che da parte del Governo debba esserci una sorta di cabina di regia per completare la transazione.

Secondo i commissari, inoltre, "occorre rilevare che la nuova pianificazione delle frequenze, alla luce del ridimensionamento delle risorse complessivamente disponibili per il servizio broadcasting a seguito del programmato refarming della banda 700 MHz, ha tenuto conto: di una riduzione del 30% dello spettro disponibile per la radiodiffusione nella gamma UHF (12 canali su 40); dell’utilizzo di
frequenze coordinate dall’Italia attraverso gli accordi con i Paesi confinanti; della riorganizzazione
del multiplex regionale della RAI destinato anche alla trasmissione di contenuti locali; dei nuovi
standard e tecnologie di trasmissione e, da ultimo, della riserva di un terzo della capacità trasmissiva ai soggetti abilitati a diffondere contenuti in ambito locale, prevista dall’art. 8 della Legge n. 177/2005 sulla cui permanenza la Legge di Bilancio non si era espressa".

Il PNAF 2018, secondo l'AGCOM, ha pianificato le quindici nuove reti tenendo conto dei vincoli di cui vi abbiamo parlato sopra, senza però ancorarli ad alcuna analisi tecnica riguardo il fabbisogno di spettro tra reti nazionali e locali, generando 10 reti nazionali in banda UHF, e 4 reti locali in banda UHF, più un'altra rete su base regionale in banda III VHF, destinata alla trasmissione dei programmi televisivi locali e programmi del servizio pubblico d'informazione regionali, come quelli che vanno in onda su Rai 3. Fondamentalmente, l'AGCOM crede sia necessaria una sorta di revisione della normativa, tenendo conto anche delle mutate condizioni e del contesto diverso all'interno del quale si va ad inserire il DVB-T2.

Il secondo punto è puramente tecnico e va a toccare la concessione delle frequenze. Secondo l'autorità, tenuto conto del processo di conversione previsto dal parlamento, "risulterà necessaria la costituzione, su base volontaria, di “intese” tra diversi operatori di rete. In questo scenario, dunque, l’assegnazione delle frequenze per le nuove reti DVB-T2 dovrà basarsi sulla “titolarità congiunta” del relativo diritto d’uso".

Aspetto interessante è quello in cui l'AGCOM chiama il Governo a creare una sorta di cabina di regia per effettuare la transazione. Secondo l'Autorità, infatti, è necessaria "stabilire una cabina di regia che consenta di realizzare pienamente la transizione dell’offerta e della domanda con una revisione delle tempistiche oggi previste e in ogni caso coerente con l’obiettivo di completare il nuovo sistema radiotelevisivo digitale terrestre al 2022".
L'Autorità sottolinea come in altri paesi europei, che sono partiti in anticipo rispetto all'Italia nel percorso di liberazione e transazione, hanno mostrato come il coinvolgimento dei diversi attori ed una cabina di regia siano stati necessari per raggiungere l'obiettivo.

A questo punto, è attesa la risposta del Ministero dello Sviluppo Economico e del ministro, Luigi Di Maio.

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