L'alta definizione del futuro "del futuro"

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In Giappone sono cominciate le prime sperimentazioni della Super Hi-Vision. 7680 per 4320 pixel attraverso sensori da 8 megapixel CCD con un flusso dati da 24 gigabits al secondo. Sarà la rivoluzione di dopodomani, mentre quella di oggi sta un po' battendo la fiacca.

Stiamo ancora cercando di fare "amicizia" con l'alta definizione, il formato che solo pochi paesi stanno cominciando a implementare, ed ecco che già salta fuori quale sarà il prossimo standard.

In questi ultimi anni sia la battaglia per il formato del successore del Dvd (Blu-Ray o Hd-Dvd) che quella per lo "switch" da analogico a digitale della televisione è stato tutto costruito intorno all'idea che avremmo presto cominciato a utilizzare l'alta definizione, cioè la trasmissione di immagini con uno standard di pixel più elevato che richiede maggiori capacità di archiviazione dei dati.

Nonostante alcune scelte totalmente fuori linea con questa realtà tecnologica ormai assodata (per esempio, il digitale terrestre implementato nel nostro Paese e che non ha alcun avvenire tecnologico di per sé, dato che lo standard Dvb-T non implementa l'alta definizione secondo lo standard Hdtv pixel e richiederà quindi comunque un secondo "switch" per poter fruire di quest'ultima), la Hdtv sta infatti avvicinandosi al mercato commerciale internazionale e in alcuni paesi - segnatamente Stati Uniti e Giappone - vengono emesse già trasmissioni in questo formato. Il formato Pal, che trasmette informazioni in modalità analogica, ha una risoluzione nettamente inferiore, pari a 768 per 576 pixel.

Mentre il mercato si prepara a questa transizione con una certa fatica, dal Giappone arriva la notizia che è stata varata allo stadio prototipale la nuova tecnologia. E' per merito di Japan Broadcast Corporation, NHK, che è si dimostrata la fattibilità delle trasmissioni attraverso una rete in fibra ottica su una distanza di 260 Km della Super Hi-Vision.

La trasmissione ha raggiunto la risoluzione di 7680 pixel per 4320 pixel, con un effetto di realtà superiore a quello già notevole della televisione ad alta definizione. Per riuscire a trasmettere lo streaming di dati è stato necessario realizzare innanzitutto una videocamera speciale con un sensore da 8 megapixel CCD che può raggiungere una risoluzione di immagine 4k per 8k, generando un totale di 24 gigabits al secondo divisi in segnali da 161,5 Gps in formato Hd-SDI e poi spediti utilizzando il metodo DWDM (Dense Wavelenght Division Multiplex).

Mikio Maeda, capo ricerca dei laboratori di NHK, ha spiegato all'EETimes che "Il formato Super Hi-Vision richiede un quantitativo di informazioni molto grande ed è difficile da trasmettere. Utilizzando sedici onde in un cavo a fibra ottica siamo riusciti a trasmettere un programma ripreso in diretta su una lunga distanza. Questo significa per noi aver dimostrato che la Super Hi-Vision è una reale possibilità per il futuro delle tecnologie di emissione televisiva".

Fonte: Macitynet.it

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