L'FBI ha pagato degli hacker professionisti per sbloccare l'iPhone 5c

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Come noto, l'FBI ha ufficialmente sbloccato l'iPhone 5c del killer di San Bernardino, attraverso un tool che, come affermato proprio dallo stesso direttore dell'agenzia governativa, funziona solo su quel determinato modello dell'iPhone.

Alcune nuove informazioni pubblicate dal Washtington Post, affermano che l'FBI avrebbe pagato degli hacker professionisti una tantum per trovare il bug software utilizzato poi per creare un hardware che ha aiutato il governo a decifrare lo smartphone senza attivare le impostazioni di sicurezza che avrebbero cancellato tutti i dati.
A quanto pare la parte più difficile del processo sarebbe stata non tanto la scoperta del codice PIN, ma la disattivazione delle procedure che cancellano i dati memorizzati sul dispositivo dopo dieci tentativi errati di indovinare il codice.
In questo caso, non c'è stato il bisogno di società come Cellebrite, come suggerito da alcuni rapporti.
La palla ora passa al governo degli Stati Uniti, che deve valutare se rivelare i difetti ad Apple, ma la decisione probabilmente sarà presa in collaborazione con la Casa Bianca.
Apple però dal canto suo la scorsa settimana ha affermato che non citerà in giudizio il governo, ma molti esperti di sicurezza e privacy stanno facendo pressione sull'esecutivo per spingerlo a rivelare le vulnerabilità in modo tale che la Mela le possa correggere.

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