La Banca Centrale Europea contro il Bitcoin: "non è una moneta"

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Mentre il Bitcoin continua a macinare record su record, con le quotazioni che hanno raggiunti il massimo storico degli 11.000 Dollari, per poi crollare nella giornata di ieri, dalla Banca Centrale Europea arriva una vera e propria stangata.

Yves Mersh, uno dei membri del consiglio direttivo della BCE, nel corso di un intervento tenuto alla Banca D'Italia, in occasione di un summit che ha ad oggetto i sistemi di pagamento, si è scagliato contro la criptovaluta più famosa al mondo.

Il dirigente ha affermato che il Bitcoin è un "titolo senza emittenti identificabili", etichettato da tutti come "una presunta innovazione" che, però, ha come unico carattere la speculazione.

Mersh ha sottolineato che “il notevole incremento del valore di alcune valute virtuali, che partivano da livelli modesti", ed ha ricordato che “il loro utilizzo come attività di regolamento è marginale e il loro grado complessivo di accettazione fra gli utenti quale mezzo di pagamento è trascurabile. Essendo appunto per definizione virtuali, non rappresentano un credito nei confronti di un’emittente e non si qualificano formalmente come valuta. Il loro potere di acquisto è soggetto ad ampie oscillazioni e dipende esclusivamente dall’attività di mercato degli speculatori. Resta da vedere se queste valute virtuali possano essere considerate strumenti alternativi di pagamento per i consumatori, eccetto in casi estremi come negli Stati falliti”.

Dello stesso avviso anche il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui la tecnologia su cui si basa il Bitcoin, la blockchain, potrebbe “vantaggi in termini di efficienza, ma l’estensione del suo impatto è ancora incerta e molti aspetti della sua applicazione pratica sono ancora incerti”.

Sulla possibile regolamentazione, invece, ancora non arrivate indicazioni da parte dell'organo europeo, ma novità potrebbero arrivare prossimamente.