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In una lettera aperta inviata ai creatori, l'amministratore delegato di YouTube, Susan Wojcicki, ha ammesso che Rewind 2018, il filmato di fine anno che è rapidamente diventato il video con più dislike della storia, non è piaciuto nemmeno ai figli.

Il filmato, sebbene sia passato più di un mese dalla pubblicazione, continua ad ottenere reazioni negative ed ha raccolto la bellezza di 15 milioni di non mi piace, un record per la piattaforma. "Abbiamo sentito che non mostrava con precisione i momenti più importanti dell'anno, tanto meno rifletteva lo YouTube che tutti conoscono. Faremo del nostro meglio per raccontare la nostra storia nel 2019" ha affermato la CEO.

Wojcicki ha anche menzionato questioni importanti come l'articolo 13 dell'Unione Europea sulla riforma del copyright, che è motivo di preoccupazione da parte di molti creatori in quanto secondo gli stessi potrebbe bloccare la diffusione di meme, al punto che è già stato soprannominato "meme ban". La CEO ha osservato che un'eventuale approvazione della riforma per YouTube significherebbe che dovrebbe scansionare e filtrare i caricamenti dei filmati per evitare presunte violazioni del copyright, e non è chiaro se il sistema Content ID sia efficace. Secondo la società, l'articolo 13 potrebbe provocare la perdita di "migliaia di posti di lavoro", e tali preoccupazioni sarebbero state mosse anche ai legislatori.

La dirigente si è soffermata sul fatto che nell'ultimo anno il numero di youtuber che hanno guadagnato cifre a cinque o sei cifre è cresciuto di oltre il 40 percento rispetto a dicembre 2017, quando è cominciata la così detta "Adpocalypse", ovvero le politiche introdotte da YouTube per placare gli inserzionisti.

Secondo Wojcicki, gli youtuber stanno creando "la prossima generazione di società di media e siamo entusiasti di vedere quanto l'economia dei creatori di YouTube sia fiorente", ma ha anche riconosciuto i problemi di comunicazione della piattaforma, preannunciando misure per migliorare il tutto. Ad esempio è stato introdotto YouTube Studio, che fornisce maggiori informazioni sul rendimento dei video, e sarà disponibile per tutti i creator. YouTube è anche più reattivo sui canali di social media, ed ha aumentato del 50% le risposte e ridotto del 50% i tempi di attesa.

La CEO ha anche riconosciuto che la monetizzazione rimane "un punto dolente per molti creatori" ed ha rivelato di aver lavorato duramente per creare sistemi e strumenti in grado di assicurare investimenti da parte degli inserzionisti. Il lavoro però è ancora tanto da fare, e dovrà toccare anche YouTube Music e YouTube Premium, che sono stati estesi a 29 paesi ad inizio 2019.

FONTE: TechCrunch
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