La cometa 21P ed il suo spettacolare passaggio ravvicinato alla Terra

La cometa 21P ed il suo spettacolare passaggio ravvicinato alla Terra
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Questa straordinaria immagine che trovate in calce è stata scattata il 9 settembre 2018 da Greg Ruppel, nel suo osservatorio robotico ad Animas, nel New Mexico. Scopriamo qualche teoria legata a questi oggetti misteriosi e le prossime missioni.

Il 10 settembre, la cometa 21P / Giacobini-Zinner ha effettuato il suo approccio più vicino al Sole in 72 anni, ovvero 151 milioni di km dalla nostra stella e solo 58,6 milioni di km dalla Terra (circa un terzo della distanza Terra-Sole).
Scoperta nel 1900, questa piccola cometa riappare ogni 6,6 anni. Con un diametro di appena due chilometri, la coda cometaria di 21P contiene un flusso di detriti e polveri, e quando la Terra si trova ad attraversare questo flusso è possibile apprezzare la "pioggia" di meteoriti draconide, il cui picco massimo di attività si manifesta ogni anno intorno all'8 ottobre.
Le comete sono ciò che rimane del processo di formazione del Sistema Solare, e sebbene siano tipicamente meno dense degli asteroidi, sfiorano la Terra a velocità relativamente più alte, il che significa che l'energia d'impatto del nucleo di una cometa è leggermente più grande di quella di un asteroide di dimensioni simili. Sebbene non vi siano particolari evidenze di comete note per aver impattato sulla Terra, vi sono molti sostenitori di una teoria secondo cui un frammento di Encke, una cometa periodica che orbita attorno al Sole ogni 3,3 anni, abbia prodotto uno degli eventi di impatto più noti nella storia nostro pianeta, il "Tanguska event".

Nel 1930, l'astronomo britannico F.J.W. Whipple ha suggerito che l'evento Tunguska del 1908, in cui un'esplosione nella Siberia orientale ha abbattuto 2000 km quadrati di foresta, fosse in realtà il risultato di un impatto cometario. Nessun cratere da impatto è stato mai trovato e furono segnalati cieli luminosi in tutta Europa per diverse sere dopo l'evento, entrambe evidenze a sostegno dell'idea che la cometa, composta da polvere e sostanze volatili come ghiaccio e gas ghiacciati, fosse stata completamente vaporizzata dall'atmosfera terrestre senza lasciare tracce evidenti.

Per capire meglio i rischi che asteroidi e comete comportano al nostro pianeta, è necessario comprendere meglio il loro movimento, dunque la loro orbita, e la composizione dei vari strati di cui dispongono. Missioni come Rosetta (il primo veicolo spaziale ad orbitare attorno al nucleo di una cometa) oppure Hayabusa, giocano un ruolo fondamentale nell'approfondire la comprensione di questi affascinanti abitanti del Sistema Solare. La missione Hera dell'ESA, che si propone di studiare un asteroide binario per valutarne la deviazione della traiettoria, sarà un passo importante per ampliare le conoscenze sulle meccaniche orbitali.

Potete trovare altre immagini scattate da Greg Ruppel sul suo sito ufficiale.

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