La difesa di Huawei: "non inseriremo mai una backdoor. USA autorizzati a spiare"

La difesa di Huawei: 'non inseriremo mai una backdoor. USA autorizzati a spiare'
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Continua lo scambio di accuse tra Huawei ed il governo degli Stati Unici, con cui è in corso una vera e propria guerra a seguito delle accuse mosse da Donald Trump nei confronti del colosso cinese.

Huawei ha voluto nuovamente sottolineare che "non ha mai inserito e mai inserirà un backdoor" nei propri prodotti per conto del Governo Cinese, tanto meno "permetterà mai ad altri di farlo nelle sue apparecchiature". Ad affermarlo Guo Ping, in occasione del Mobile World Congress in corso in questi giorni a Barcellona, nel corso del quale il colosso asiatico non solo ha presentato la nuova gamma di prodotti, tra cui il Mate X, ma ha anche voluto allontanare (nuovamente) le accuse di cyberspionaggio mosse dal governo americano, che negli ultimi mesi ha anche cercato di convincere gli alleati (tra cui l'Italia) ad evitare le apparecchiature Huawei dalle infrastrutture per il 5G.

Ping ha anche sottolineando che "l'ironia è che l'US Cloud Act consente alle loro entità governative di accedere ai dati senza confini", un'accusa nemmeno tanta velata agli Stati Uniti che, almeno al momento, non hanno risposto. Quanto alla campagna di boicottaggio messa su dagli USA nei confronti della società, il dirigente ha rivendicato che "Huawei è la prima azienda in grado di sviluppare reti 5G su vasta scala".

Guo ha anche chiesto una regolamentazione certa ed ha invitato gli stati a collaborare.

FONTE: ap
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