La lettera degli esperti a Zuckerberg: "I bambini devono essere tenuti lontani dai social"

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Pedagogisti, psicologici e medici dell'infanzia. Tutti contro Mark Zuckerberg -a cui hanno indirizzato una lettera- e Messenger Kids, l'app dell'ecosistema Facebook pensata per i minori di 13 anni. "L'uso dei device digitali e dei social è un danno serio per teenager e bambini".

Si chiama CCFC, Campaign for a Commercial-Free Childhood, ed è una nonprofit schierata contro corporation e pubblicità indirizzate ai bambini. "La crescita esponenziale della diffusione di device dotati di schermo touch –si legge nella pagina "su di noi" del sito della ccfc– ha permesso alle corporation un rapporto diretto con i nostri figli". La conseguenza di ciò? "obesità infantile, disordini dell'alimentazione, sessualità precoce e violenza giovanile".

L'ultimo bersaglio della nonprofit si chiama Messenger Kids, l'app di messaggistica dedicata ai minori di 13 anni. Una fascia demografica ad oggi completamente esclusa dall'ecosistema di Facebook, dato che al popolare social non è possibile iscriversi se non dopo aver compiuto i 14 anni. "Le scriviamo per chiederle di fermare la release di Messenger Kid", si legge nella lettera indirizzata a Mark Zuckerberg.

"L'app è pensata per rafforzare il marketing della sua azienda e, verosimilmente, sarà il social network più utilizzato dai bambini che frequentano le elementari". Una cattiva idea, stando ai firmatari della lettera, anzi, un atto incosciente. "I bambini più piccoli, semplicemente, non sono pronti per avere un account sui social". I problemi, per gli esperti del ccfc e delle numerose altre organizzazioni che hanno deciso di partecipare all'appello, sarebbero molteplici: in primo luogo, i bambini non sarebbero in grado di comprendere la complessità (e le insidie) che spesso si nascondono dietro alle relazioni nate online, con il rischio di creare in loro incomprensioni e conflitti "tipici anche nei ragazzi più grandi". "I bambini", continua la lettera, "non comprenderebbero nemmeno a fondo il concetto di privacy, ignorando cosa sia lecito condividere sui social e cosa no".

Ma a questo si aggiungono anche problemi inerenti alla salute dei ragazzi: "l'utilizzo dei social network è comprovato aumentare il rischio di depressione nei minori, al punto che i teenager che dichiarano di far uso di social e chat per almeno un'ora al giorno riportano un livello di soddisfazione rispetto ai propri coetanei più basso sotto ogni aspetto della loro vita".

Si parla chiaramente anche di dipendenza dal web che l'organizzazione immagina possa peggiorare con l'introduzione dell'app.

La lettera è stata firmata, oltre che dall'organizzazione promotrice CCFC, da numerose nonprofit come l'ACLU, Common Sense Media, New Dream e molti altri, tra cui singoli individui la maggior parte dei quali medici pediatri e psicologhi.

Facebook ha già assicurato che Messenger Kid non contiene pubblicità e che i dati degli utenti minorenni raccolti non saranno ceduti a terzi.

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