La NASA inizia a testare il sistema ad energia nucleare che utilizzerà su Marte

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La NASA ha iniziato a testare il progetto Kilopower, un sistema ad energia nucleare compatto che, nelle intenzioni dell'agenzia, sarà impiegato sulla superficie di Marte. A partire da Marzo, stando a Reuters, inizierà una seconda fase di testing a pieno regime nel deserto del Nevada.

I test sono stati annunciati dalla NASA e dal Department of Energy del Governo Americano, nel corso di una conferenza tenuta a Las Vegas. I test sarebbero iniziati a novembre del 2017, con l'obiettivo di perfezionare una tecnologia che servirà a fornire energia agli astronauti che si insedieranno su Marte durante le eventuali e future missioni. I nuovi test a pieno regime nel deserto del Nevada inizieranno a Marzo, leggermente in ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Il sistema, ad ogni modo, potrebbe essere utilizzato anche per altre missioni. Ad esempio nel caso si pensasse ad un ritorno dell'uomo sulla Luna.

La NASA sta cercando di creare un sistema di alimentazione basato sull'energia nucleare che sia in grado di sostenere una base, e, allo stesso tempo, sia sufficientemente leggero da poter essere trasportato nello spazio agevolmente.

"Marte è un ambiente estremamente complicato", avrebbe infatti detto stando a Reuters Steve Jurczyk, associate administrator della NASA. "C'è meno luce solare che sulla terra o sulla Luna, le notti sono particolarmente fredde, e tempeste di sabbia possono manifestarsi anche per intere settimane".

Da ciò viene da se che fare esclusivo affidamento sull'energia solare è una pura utopia. "Le dimensioni compatte di Kilopower e la sua robustezza permettono di trasportarne agevolmente più unità su un solo lander", ha concluso l'amministratore associato dell'agenzia spaziale.

Kilopower usa un reattore ad uranio-235 grande quanto un piccolo estintore. Lee Mason, a capo del dipartimento energia della NASA, ha stimato che per una missione su Marte sarebbero necessari dai 40 ai 50 kilowatts. Il nuovo sistema compatto studiato dalla NASA potrebbe essere la chiave di svolta per rendere l'esplorazione del pianeta rosso possibile.

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