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La NASA, in occasione del sessantesimo compleanno, attraverso il proprio account ufficiale Twitter ha mostrato quello che potrebbe essere il primo modulo abitativo per gli esseri umani su Marte. L'ha fatto annunciato i cinque vincitori del concorso lanciato nel 2014.

I cinque vincitori si sono rivelati in grado di creare con successo delle rappresentazioni digitali con caratteristiche fisiche e funzionali per un modulo abitativo umano su Marte, utilizzando strumenti software specializzati.

I team hanno ottenuto dei premi in base ai punteggi assegnati dagli esperti in materia della NASA, del mondo accademico e del settore scientifico, e sono stati scelti tra diciotto squadre provenienti da tutto il mondo.

Di seguito i vincitori, con relativi premi:

  • Team Zopherus di Rogers, Arkansas - $ 20,957,95
  • AI. SpaceFactory di New York - $ 20,957,24
  • Kahn-Yates di Jackson, Mississippi - $ 20,622.74
  • SEArch + / Apis Cor di New York - $ 19,580,97
  • Northwestern University of Evanston, Illinois - $ 17,881,10

"Siamo entusiasti nel registrare un successo di questo genere da parte di un gruppo eterogeneo di team che hanno reso questa competizione unica con stili esclusivi" ha dichiarato Monsi Roman, program manager di Centennial Challenges della NASA, secondo cui "non si stanno progettando solo strutture, ma anche habitat che permetteranno ai nostri esploratori di vivere e lavorare su altri pianeti. Siamo entusiasti nel vedere i loro progetti prendere vita, mentre andiamo avanti con la competizione".

La sfida ancora non è finita. Cominciata nel 2014, attualmente è alla fase tre, che prevede la realizzazione completa degli habit, almeno a livello grafico. Non si è ancora passati alla costruzione vera e propria, che rappresenta il vero ostacolo.

Nello specifico, la NASA si interroga su come sia possibile creare una struttura di questo genere direttamente su Marte, considerando i limiti nel trasporto dei materiali e le differenze di atmosfera e paesaggio. Il progetto mira a favorire la progressione di rifugi sostenibili che un giorno occuperanno la Luna e Marte, spingendo gli inventori a sviluppare nuove tecnologie in grado di produrre additivamente un habitat utilizzando risorse indigene con o senza materiali riciclabili.

Il 3D-Printed Habitat Challenge è gestito attraverso una partnership con il programma Centennial Challenges della NASA e della Bradley University. Tra gli sponsor della competizione figurano anche Caterpillar, Bechtel e Brick & Mortan Ventures.

FONTE: NASA
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