La promessa di Donald Trump ad Apple: nessun dazio sugli iPhone

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Nonostante le posizioni politiche diametralmente diverse, l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha lavorato duramente per far pace con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ben prima che esplodesse quella che è a tutti gli effetti una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

In un nuovo rapporto pubblicato dal New York Times, sono emersi ulteriori dettagli su come Tim Cook abbia parlato con l'amministrazione e lo stesso Trump, allo scopo di garantire stabilità ad Apple sia negli USA che in Cina.

Cook, secondo quanto affermato, avrebbe incontrato più volte i più stretti collaboratori del numero uno della Casa Bianca, e fonti Apple hanno lasciato trapelare che la nuova amministrazione americana sarebbe nettamente più accessibile rispetto a quella di Obama. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, e Cook, hanno posto l'accento su alcuni problemi, ma il CEO della Mela ha anche avuto degli incontri etichettati come "positivi" con Wilbur Ross, il segretario al commercio.

Secondo l'articolo, Trump in prima persona avrebbe promesso a Cook che non applicherà alcun tipo di dazio o tariffa supplementare per gli iPhone assemblati in Cina, un aspetto estremamente interessante in quanto lo stesso amministratore delegato si era detto molto preoccupato per la posizione della propria azienda nei confronti dei dazi.

Apple comunque sarebbe ancora molto preoccupate per le possibili rappresaglie da parte della Cina. Il governo infatti potrebbe rendere difficili le attività della Mela, ostacolando la propria capacità di vendere telefoni nel paese o esportarli in modo tempestivo.

FONTE: CultofMac
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