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Confrontando i dati di diversi strumenti a bordo della sonda, gli scienziati del team di missione hanno stabilito che la sonda ha superato il bordo esterno dell'eliosfera il 5 novembre scorso. Questo "confine", chiamato eliopausa, è dove il debole vento solare incontra il mezzo interstellare.

Voyager 2 è seconda, oltre che per nome, anche per questo particolare primato: la sua gemella, Voyager 1, ha superato questo limite nel 2012, tuttavia Voyager 2 è dotata di una strumentazione funzionante capace di raccogliere dati e, dunque, eseguire le prime osservazioni di questo ambiente così inesplorato e poco conosciuto.

La sonda Voyager 2 della NASA è quindi uscita dall'eliosfera, una "bolla protettiva" costituita da campi magnetici generati dal Sole, e dunque per la seconda volta nella storia un oggetto creato dall'uomo si è spinto così lontano dalla Terra e dal sistema solare. Voyager 2 è infatti a poco più di 18 miliardi di chilometri dalla Terra. Gli operatori di missione possono ancora comunicare con Voyager 2, ma le informazioni (che viaggiano alla velocità della luce) impiegano circa 16,5 ore per arrivare alla Terra. Per fare un confronto, la luce proveniente dal Sole impiega circa otto minuti per raggiungere la superficie terrestre.

"C'è ancora molto da imparare sulla regione dello spazio interstellare immediatamente oltre l'eliopausa", dichiara Ed Stone, scienziato del progetto Voyager alla Caltech a Pasadena, in California. "La Voyager occupa un posto molto speciale per noi, nella nostro gruppo di eliofisici", ha affermato Nicola Fox, direttore della divisione eliofisica presso la sede della NASA. "I nostri studi partono dal Sole e si estendono a tutto ciò che tocca il vento solare. Avere i Voyager che rimandano le informazioni sul confine non influenzato dal Sole ci dà uno sguardo senza precedenti su un territorio veramente inesplorato".

Le analisi e i dati delle due sonde saranno di aiuto per perfezionare i dati provenienti dall'Interstellar Boundary Explorer (IBEX) della NASA, una missione che si occupa di rilevare (a distanza) la posizione precisa di questo "confine" che è l'eliopausa. La NASA sta anche preparando una nuova missione: la Interstellar Mapping and Acceleration Probe (IMAP), che sarà lanciata nel 2024 con l'intento di organizzare meglio tutti i dati ottenuti e riguardanti lo spazio interstellare.

FONTE: nasa
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La sonda Voyager 2 della NASA è entrata nello spazio interstellare