La Stanford University promuove Apple Watch: affidabile nel rilevare i battiti irregolari

La Stanford University promuove Apple Watch: affidabile nel rilevare i battiti irregolari
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Negli ultimi tempi abbiamo più volte riportato su queste pagine le storie di persone che sono state salvate da Apple Watch e che ha permesso loro di scoprire delle patologie cardiache di cui non erano a conoscenza, come la fibrillazione atriale. L'affidabilità dell'orologio di Apple è stata confermata anche dalla Stanford University.

Alcuni scienziati del prestigioso ateneo hanno condotto un massiccio studio, finanziato da Apple, incentrato sulla capacità di Apple Watch di rilevare battiti cardiaci irregolari su una quantità significativa di utenti.

Lo studio è cominciato nel 2016, quando gli scienziati hanno iniziato a studiare le potenzialità di prodotti indossabili come Apple Watch, Fitbit Surge, e Samsung Gear S2. I risultati sono contrastanti: i dati relativi al dispendio energetico infatti hanno registrato tassi di errore enormi, ma i ricercatori sono rimasti sorpresi dall’accuratezza del monitoraggio della frequenza cardiaca, che può a tutti gli effetti essere definita affidabile. La ricerca è stata condotta su un campione di 400.000 persone americane, e si è focalizzato principalmente su Apple Watch.

L'obiettivo era determinare se l’orologio di Apple fosse in grado di rilevare in modo affidabile la fibrillazione atriale, una patologia molto comune che presenta irregolarità nel battito cardiaco, ma che non presenta sintomi evidenti e che quindi può passare praticamente inosservata per lunghi periodi di tempo. L’irregolarità è potenzialmente pericolosa, in quanto comporta un rischio maggiore di incappare in ictus o altre complicazioni, tra cui infarto ed insufficienza cardiaca.

I partecipanti che hanno deciso di prendere parte allo studio hanno provato la serie uno, due e tre dell’indossabili. A questi è stato chiesto di installare l’applicazione Apple Hearth Study, che il colosso di Cupertino ha sviluppato appositamente per lo studio. Nel momento in cui il sensore del battito cardiaco presente nell’indossabile rilevava un impulso irregolare, l’applicazione inviava una notifica al telefono chiedendo loro di programmare una visita con uno dei dottori che partecipava allo studio. Degli oltre 400.000 partecipanti, solo lo 0,5% ha ricevuto le notifiche, con un tasso di falsi positivi molto basso.

Coloro che hanno ricevuto le notifiche sono stati sottoposti a monitoraggio del battito cardiaco per una settimana tramite dei patch, nell’84% per sospetta fibrillazione atriale. Nel 34% dei casi al termine dei sette giorni è stata riscontrata la fibrillazione atriale, una condizione cardiaca intermittente che altrimenti sarebbe passata inosservata.

I risultati dello studio evidenziano il ruolo che la tecnologia potrebbe svolgere nella creazione di un nuovo sistema di assistenza sanitaria predittiva e preventiva. La fibrillazione atriale è solo l’inizio, poiché questo studio apre le porte ad ulteriori ricerche sulle tecnologie indossabili e su come potrebbero essere utilizzate per prevenire la malattia prima che si manifesti” afferma Lloyd Minor dell’università.

La palla quindi ora passa ad Apple, che dovrà migliorare le proprie tecnologie. Interessante notare come lo studio non includa Apple Watch Series 4, che integra l’applicazione in grado di effettuare l’elettrocardiogramma, sebbene la funzionalità ancora non sia disponibile in Italia.

FONTE: newatlas
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