La Turchia blocca l'accesso a WikiLeaks dopo la diffusione delle mail di Erdogan

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Nella giornata di oggi, il governo della Turchia ha bloccato l'accesso a WikiLeaks dopo che la piattaforma di Julian Assange aveva pubblicato oltre 300.000 messaggi di posta elettronica che sarebbero stati inviati dai membri del partito del presidente Erdogan.

Parlando con Reuters, il garante per le telecomunicazioni turco ha affermato che si tratta di un “provvedimento amministrativo”. WiliLeaks, in una dichiarazione pubblica, ha affermato che ha ottenuto i documenti una settimana prima del fallito golpe di venerdì scorso, nel corso del quale sono state uccise quasi 300 persone. “WiliLeaks, a seguito del golpe, ha rinviato la pubblicazione in risposta alle epurazioni avvenute dopo il colpo di stato. Abbiamo verificato il materiale e le fonti, che non sono collegate in nessun modo”.
Erdogan, tornato in Turchia dopo il colpo di stato, sta cercando di soffocare qualsiasi tipo di opposizione, ed ha fatto arrestare più di 50.000 persone sospettate di complotto. L'epurazione ha preso di mira soldati, agenti di polizia, insegnanti e dipendenti del governo, secondo i media locali. Il presidente inoltre ha anche detto che sarebbe pronto a ripristinare la pena di morte, il che ha scatenato non poche polemiche tra i gruppi a sostegno dei diritti umani.
Il paese però già in passato si è dimostrato poco aperto nei confronti dei social network, ed ha bloccato l'accesso a Facebook, Twitter ed altri social network.

FONTE: The Verge
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