La Web Tax ottiene il primo via libera dalla Commissione Bilancio del Senato

di
La Commissione Bilancio del Senato, nel corso dell'esame della legge di bilancio 2017, ha dato il primo via libera all'introduzione della tanto discussa e richiesta Web Tax, ovvero l'imposta sulle transazioni digitali.

L'emendamento infatti, è stato approvato con tanto di relazione tecnica. Nel corso della discussione, i relatori hanno stimato un gettito al 6% sulle transazioni digitali, che dovrebbe far entrare nelle casse dello stato 114 milioni di Euro all'anno, ovviamente dal 2019, l'anno in cui dovrebbe entrare in vigore.

Nella nuova versione della Web Tax, frutto di una serie di discussioni e modifiche, non rientrano le piccole e medie imprese, ovvero tutti quei "soggetti che hanno aderito al regime forfetario o al regime di vantaggio per i contribuenti di minore dimensione".

La normativa è rivolta a tutte quelle imprese che producono beni non quantificabili, come i giganti della Silicon Valley. Non saranno più le imprese, infatti, ad operare da sostituti d'imposta ma gli intermediari finanziari, a partire dalle banche.

Nella relazione tecnica presentata dalla Ragioneria dello Stato si fa un riferimento all'impatto che avrà la web tax sui ricavi delle pubblicità online, di 1,9 miliardi di Euro nel 2016. Una mazzata per società come Google e Facebook, che di fatto non pagano le tasse nel nostro paese.

La palla ora passa al Ministero dell'Economia, che entro e non oltre il 30 Aprile 2018 dovrà emanare un decreto per individuare i servizi da sottoporre all'imposta.