Le limitazioni dell'interfaccia SATA potrebbero far crollare la velocità degli SSD 3D XPoint

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Intel e Micron hanno collaborato per fornire ai consumatori e alle aziende una nuova strada che dovrebbe migliorare radicalmente la velocità degli SSD, introducendo le memorie 3D XPoint. Questi drive sembrerebbero essere 1.000 volte più veloci e più affidabili di un'unità tradizionale. Ad ogni modo, qualche utente potrebbe avere da ridire sapendo che le performance possibilmente non saranno proprio quelle annunciate.

Essi farebbero quindi bene a tenere a freno l'eccitazione riguardo la velocità di scrittura e di lettura dei nuovi SSD, perché le memorie 3D XPoint potrebbero non ottenere le performance che tutti attendevano, per colpa di limitazioni d'interfaccia. 
E' dalla SATA che le prestazioni sono limitate, e non siamo riusciti ancora ad ottenerne di simili alla PCI Express (una PCI-E x4 ha un bandwidth di 4GB/s) oppure alle DDR4, per quanto riguarda lo storage.
Gli attuali SSD basati su 3D XPoint si connetterebbero anch'essi tramite SATA, e sarebbero quindi limitati a 6GB/s.

Per chi non sapesse, gli SSD Optane di Intel adotteranno queste nuove memorie 3D e promettono anche 1.000 volte la durata di un SSD classico, oltre che 10 volte la densità. 
Nessun prezzo è ancora stato svelato, ma le memorie 3D stanno pian piano diventando alla portata di tutti - grazie soprattutto a Samsung che ha portato per la prima volta la vertical NAND (V-NAND) nell'ultima lineup di SSD.

Anche i drive attuali sono limitati a 6GB/s dall'interfaccia SATA, e non vorremmo che questo problema si ripresentasse anche la nuova tecnologia. Siamo fiduciosi che Intel e Micron svilupperanno anche un'interfaccia adatta, capace di sbloccare tutto il potenziale delle 3D XPoint.

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