Le piattaforme di streaming aumentano le royalties agli artisti. Rincari per gli utenti?

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Sabato scorso, la Copyright Royalty Board (CRB) ha annunciato che gli artisti che pubblicano le proprie canzoni sulle piattaforme di streaming musicale registreranno un aumento delle royalties pagate dalle compagnie nel corso dei prossimi cinque anni. L'aumento sarà del 48,3 per cento e passerà dagli attuali 10,5 al 15,1 per cento.

Si tratta del più grande aumento ottenuto dalla CRB, ed è il risultato di una controversia molto lunga tra la National Music Publishers Association (NMPA) e servizi che offrono la musica in streaming gestiti da colossi come Apple, Google, Spotify, Amazon e Pandora.

La sentenza ottenuta include anche una clausola che obbligherà le società che non si allineeranno in tempo a pagare una multa. L'amministratore delegato dell'NMPA, David Israelite, in un comunicato stampa diffuso ha affermato che questa rappresenta "la più grande vittoria per gli artisti nella storia degli Stati Uniti, ed è di fondamentale importanza dal momento che lo streaming continua a dominare il mercato".

A questo punto bisognerà capire quali saranno le mosse delle grosse società del settore, come Spotify ed Apple che si stanno dividendo il mercato detenendo grossa parte degli abbonati a livello mondiale. Questo aumento delle royalties da pagare agli artisti potrebbe anche portare ad un aumento del costo degli abbonamenti mensili. Ipotesi al momento non ancora paventata ma che non sarebbe del tutto da escludere.

Restiamo in attesa di ulteriori comunicazioni, ma questa sentenza potrebbe avere un impatto anche sul consumatore finale.

FONTE: The Verge
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