Lettera antisemita contro Einstein messa all'asta per 16 mila dollari

Lettera antisemita contro Einstein messa all'asta per 16 mila dollari
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A Los Angeles è stata messa all’asta una lettera del famoso premio Nobel per la fisica, Philipp Lenard, con un prezzo di partenza di 16 mila dollari. Questo testo non solo esprime dubbi sull’operato di Einstein, ma rivela anche come l’opinione della comunità scientifica tedesca fosse fortemente influenzata dall’ideologia nazista.

Philipp Eduard Anton von Lenard (1862;Slovacchia - 1947;Germania), vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1905. Il fisico aveva iniziato nel 1888 degli studi sui raggi catodici, scoprendone tutte le loro principali proprietà.

Tuttavia, secondo la fondazione per i premi Nobel, Lenard non aveva mai accettato che la comunità scientifica avesse dato maggiore attenzione ad Einstein e al suo lavoro sul l’effetto fotoelettrico in meteorologia - ricerche che Lenard aveva già condotto a partire dal 1892 ma che, all'epoca, non gli vennero mai riconosciute. Potrete immaginare la reazione del fisico slovacco quando Einstein venne insignito del Nobel per la fisica nel 1921.

Oltre il suo profondo odio nei confronti di Einstein e del riconoscimento che stava ricevendo sia a livello nazionale, dopo essere stato ammesso all’Accademia bavarese delle scienze (Monaco di Baviera), che internazionale, la lettera è impregnata di parole antisemite e questioni sollevate, successivamente, dal partito nazista.

Dall'esclamazioni del fisico traspariva insicurezza sul futuro e chiedeva all'amico, il premio Nobel per la fisica Wilhelm Wien, come quelle poche persone “non ebree” che sarebbero riuscite a sopravvivere nel mondo avrebbero accolto le affermazioni di quella lettera. Inoltre, sosteneva che non ci fosse più spazio per quelli come lui nel mondo intellettuale dell’epoca, perché cominciava ad “essere dominato da ebrei”.

Fu abbastanza prevedibile, quindi, la sua scelta di aderire, fin dalla sua nascita, al partito nazista. Fu così tanto devoto alla causa di Hitler che venne nominato “Capo della fisica ariana” dallo stesso Führer.

Al contrario di quanto prospettato da Lenard, non furono i “non ebrei” ad essere sterminati in massa. Secondo l’Holocaust Memorial Museum degli Stati Uniti, alla fine della guerra, 2/3 della popolazione ebraica risiedente in Europa venne uccisa.

Fortunatamente la mente brillante di Einstein percepì in anticipo il pericolo e fuggì in tempo da un Germania sempre più fanatica. Già nel 1922, in fuga da Berlino dopo l’omicidio del suo amico ebreo, Walther Rathenau, per mano di nazionalisti di estrema destra, scrisse a sua sorella Maja: “Sto abbastanza bene, nonostante tutto l’odio antisemita che si sta diffondendo tra i miei colleghi tedeschi. Stanno per arrivare tempi bui sia per l’economia sia per la politica”.

A proposito di Seconda Guerra Mondiale, sembra che l'intelligenza artificiale abbia fatto un passo in più e sia riuscita a descrivere dettagliatamente gli eventi dietro foto dell'epoca.

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Lettera antisemita contro Einstein messa all'asta per 16 mila dollari