Sono ricominciate le collisioni ad altissima energia tra particelle subatomiche al CERN

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L'acceleratore di particelle LHC ha ricominciato la sua attività: i primi scontri fra protoni sono già avvenuti nelle scorse settimane, inaugurando l'attività annuale del CERN di Ginevra. Anche il secondo acceleratore di particelle più grande del laboratorio svizzero è stato riesumato: parliamo di Super Proton Synchroton (SPS).

Quelle del Large Hadron Collider (LHC, l'anello più grande) sono solo collisioni di test e bisognerà attendere il mese di maggio per la raccolta di dati vera e propria. I protoni che viaggiano nel tunnel circolare vengono portati a livelli energetici estremamente elevati: quel che avviene è lo scontro tra due fasci di particelle contenenti centinaia di miliardi di protoni che per ora hanno l'unico obiettivo di verificare il corretto funzionamento della strumentazione.

A maggio questi scontri conterranno un numero di protoni pari a migliaia di volte quello attuale di test: nelle quattro caverne (ALICE, LHCb, CMS and ATLAS) dove è posizionata la strumentazione avverranno tutte le misure necessarie a raccogliere i dati desiderati. L'obiettivo? Scindere i protoni in altre particelle (come il bosone di Higgs) e studiarne le proprietà. Così come vi abbiamo descritto nel nostro speciale, questo processo potrebbe portarci a risolvere enigmi come quello della materia oscura.

Anche il Super Proton Synchrotron è stato riattivato: parliamo del secondo acceleratore di particelle più grande che si trova al laboratorio del CERN di Ginevra che verrà sfruttato per verificare il modello standard e misurarne la sua precisione, ma anche per dei test sullo stato della materia subito dopo il Big Bang.

Se volete saperne di più su quello che avviene al CERN di Ginevra, vi rimandiamo al nostro speciale sull'LHC. Gli scienziati del laboratorio si stanno preparando ad un aggiornamento della strumentazione per inaugurare l'High-Luminosity LHC. A capo degli esperimenti ci sono i migliori scienziati europei, tra i quali spiccano quelli italiani a capo di diversi progetti.

FONTE: CERN
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