La Luna in passato potrebbe essersi scontrata con un pianeta nano

La Luna in passato potrebbe essersi scontrata con un pianeta nano
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Oltre ad essere uno dei dischi di maggior successo dei Pink Floyd, il lato oscuro della Luna è, da un certo punto di vista, un mistero. Non a causa del suo "lato oscuro", già esplorato in passato da delle sonde, ma perché i due emisferi lunari sono molto differenti tra loro.

Le due parti hanno un aspetto differente, la parte che vediamo noi è composta da dei bacini grandi e scuri, e delle pianure piatte di basalto vulcanico, mentre l'altra parte è più chiara e piena di crateri. Dati recenti, hanno inoltre constatato che la parte oscura ha una crosta coperta da uno strato extra di 10 chilometri di magnesio e ferro, materiali non presenti sul lato visibile.

Inizialmente si credeva che la Luna, agli inizi della sua vita, si fosse fusa con un secondo satellite, dando vita ad una sorta di ibrido. Ma adesso c'è un'altra possibilità, ovvero che un grande asteroide o un planemo (una sorta di pianeta nano), si sia scontrato con il nostro satellite.

Questa nuova ipotesi, condotta da team di Meng Hua Zhu, dell'Università di Scienze e Tecnologia di Macao, è stata poi testata in delle simulazioni. Esaminando circa 360 scenari differenti, alla fine il team ha trovato la riposta che cercavano.

Il miglior adattamento trovato è stato un oggetto celeste di circa 780 chilometri, un terzo della dimensione di Plutone, che ruotando alla velocità di 22.500 chilometri all'ora, si è poi schiantato sulla Luna (i ricercatori hanno osservato lo stesso risultato con un oggetto grande 720 chilometri e veloce 24.500 chilometri all'ora).

L'impatto con la Luna sembrerebbe aver prodotto una pioggia di materiale, che avrebbe poi coperto con uno strato di 5-10 chilometri la metà del suolo lunare. La giovane età del nostro satellite e la sua alta temperatura, ha poi fatto ritornare la forma "arrotondata" che aveva in precedenza.

La Terra e la Luna hanno una composizione simile, anche se il satellite ha delle quantità anomale di elementi di potassio, fosforo e dei minerali rari come il tungsteno-182, grazie a questo nuovo modello, è possibile spiegare il motivo di questa misteriosa presenza.

"Capire l'origine delle differenze tra il lato vicino e il lato oscuro della Luna è fondamentale nella scienza lunare", ha affermato Steve Hauck, il redattore capo, nonché scienziato planetario, della rivista che ha pubblicato lo studio. La Luna è ancora, per certi punti di vista, un mistero, inizialmente si credeva che fosse geologicamente morta, ma di recente, sono stati scoperti dei terremoti.

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