Le macchine sono capaci di suonare il piano? Sì, grazie ai nuovi Soft Robot

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Se pensiamo ad un robot oggi, come ce lo immaginiamo? Probabilmente come una serie di circuiti e componenti semoventi, assemblati in una meccanica rigida inserita in un ambiente strutturato. Qual è la prima differenza con un essere vivente che vi viene in mente?

Di primo impatto la "macchina” risulterà rigida e dall’incedere macchinoso, mentre un essere vivente produrrà movimenti fluidi e conformi all'ambiente, potendo a tal proposito deformare porzioni del proprio corpo grazie ad una struttura anatomica più flessibile. Ed è proprio qui che la robotica ha proiettato i suoi sforzi, ovvero verso la creazione di robot più dinamici e veloci.

Si tratta dei cosiddetti robot "morbidi", realizzati con materiali che simulano la consistenza, la struttura e la mobilità di muscoli e articolazioni che si trovano negli organismi viventi, permettendo alla macchina non solo di adattarsi più facilmente ad uno spazio dinamico ma anche di poter interagire in modo più sicuro con gli esseri umani.

Attualmente la strumentazione per il controllo dei soft robot sfrutta valvole elettroniche mediante un apporto informatico al fine di stabilire il movimento delle varie porzioni meccaniche. Queste tecnologie, però, hanno lo svantaggio di aumentare molto i costi dei componenti di cui sono costituiti, le dimensioni necessarie a permetterne una piena funzionalità e la richiesta energetica per alimentarli.

I ricercatori dell'Università della California, Riverside hanno progettato una nuova tecnologia per controllare i movimenti dei robot morbidi, realizzando un sistema atto a superare l’ostacolo principale al progresso della soft robotics, ovvero la mancata corrispondenza e responsività tra la pneumatica e l'elettronica. Hanno ideato un sistema che sfrutta quella che viene definita come "logica pneumatica", teoria che si basa sull’alimentazione ad aria piuttosto che quella elettrica nei circuiti del computer, determinandone l’accensione e lo spegnimento.

Il team ha realizzato una memoria logica pneumatica per consentire ai robot morbidi di avere la possibilità di mantenere la posizione delle varie sezioni in movimento, costruendo, nel caso specifico, un chip RAM pneumatico a otto bit e valvole microfluidiche in sostituzione dei classici transistor elettronici. Ciò permette di controllare robot più grandi e più veloci. Questo apparato, caratterizzato da vere e proprie dita robotiche, è stato utilizzato per suonare una melodia al pianoforte, grazie alla sua capacità di stenderle quando sottoposte a pressione atmosferica e contrarle quando soggette ad un vuoto.

Grazie allo sviluppo di questa branca della robotica sarà possibile proiettarsi verso una serie di procedure e tecnologie che potrebbero rivoluzionare il mondo per come lo conosciamo. La Nasa, infatti , è fiduciosa, con l'aiuto di questa generazione di robot, di poter scoprire nuovi mondi.

Se siete interessati all’argomento non lasciatevi scappare il video della conferenza TEDx “La robotica soft insegnata da un polpo” che trovate qui sopra, in cui viene mostrato il modo in cui un polpo può insegnarci a sviluppare efficacemente nuove tecnologie nel campo della robotica morbida.

FONTE: Slashgear
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