Quali sono i maggiori fattori di rischio mortalità della Covid-19? Ce lo dice uno studio

Quali sono i maggiori fattori di rischio mortalità della Covid-19? Ce lo dice uno studio
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Uno studio ha analizzato oltre 66mila pazienti ricoverati negli Stati Uniti per individuare con precisione i fattori di rischio che causano la morte dei pazienti dopo aver contratto l'infezione. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

Sesso, ipertensione cronica, diabete cronico e obesità si aggiudicano tristemente il podio. Lo studio, condotto per dimostrare quali siano i rischi -maggiori, vorrebbe essere di grande aiuto per gestire nel modo migliore i pazienti affetti da SARS-CoV-2, i quali continuano ad aumentare esponenzialmente in alcune zone del pianeta, come negli Stati Uniti.

"La previsione di quali pazienti COVID-19 ospedalizzati hanno il più alto rischio di morte ha assunto un'importanza urgente, poiché i casi e i ricoveri negli Stati Uniti continuano a salire a numeri record, soprattutto nel mese di dicembre." Ha detto l'autore dello studio Anthony D. Harris, professore alla Epidemiology and Public Health della University of Maryland School of Medicine. "La conoscenza è potere in molti modi, penso che capire quali pazienti ospedalizzati sono più a rischio di mortalità ci aiuterà ad utilizzare trattamenti più efficaci."

Chiaramente, l'età è il fattore più incidente sulla mortalità da covid-19, infatti sopra gli 80anni il rischio aumenta del 34%. Inoltre pare che solo essere nati di sesso maschile aumenta la probabilità di morte del 30% in praticamente ogni fascia di età, tranne nei bambini che sembrano superare l'infezione molto semplicemente. Il diabete, l'ipertensione, l'obesità, sono un enorme rischio anche per le persone che vanno dai 20 ai 39 anni.

Nonostante ciò, anche le persone affette da diabete ma non con condizioni croniche hanno visto un aumento irrisorio del rischio di morte, pertanto è la gravità delle condizioni a definire il rischio di morte e non la malattia stessa. Secondo gli autori dello studio potrebbe essere necessario dare priorità ai malati con un rischio di mortalità più alto per poter gestire le risorse, quali scarseggiano, con successo.

Caso ha voluto che lo studio fosse pubblicato in una giornata in cui i casi di infezione avevano raggiunto un vero e proprio record, con bel oltre 250mila casi in un solo giorno solo negli Stati Uniti.

FONTE: iflscience
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