Malware ha registrato dati degli utenti tra il 2003 ed il 2017, accusato un hacker

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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha imputato Philip Durachinsky, residente in Ohio, di sedici reati per aver scritto un malware battezzato "Fruitfly" che avrebbe colpito migliaia di computer di privati ed istituzioni tra il 2003 e gennaio 2017.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, il malware avrebbe bloccato solo i dati sensibili presenti nei computer, che poi avrebbe utilizzato per frodi e ricatti. Tra i dati rubati figurerebbero chat imbarazzanti e cartelle cliniche, ma il virus si sarebbe anche servito delle webcam ed avrebbe anche registrato gli input attraverso la tastiera, oltre che trafugato le immagini presenti sui computer.

Il Dipartimento di Giustizia sostiene che Durachinsky avrebbe utilizzato i PC delle vittime come una sorta di motore di ricerca dannoso. Fruitfly, infatti, avrebbe avvisato il suo sviluppatore ogni qualvolta gli utenti digitavano parole associate al porno, per "facilitargli il lavoro".

Le accuse coprono anche i reati di pedopornografia, ma non è chiaro fino a che punto i dati siano stati utilizzati.

Resta anche da capire cosa decideranno di fare i giudici e quali delle sedici accuse saranno confermate. La situazione però per Durachinsky è tutt'altro che semplice, ed ancora non è noto il motivo per cui lo stesso sviluppatore abbia deciso di creare questo malware con tanto di backdoor.

Ad oggi, lo stesso Durachinsky non ha nemmeno fatto sapere l'utilizzo che ha fatto dei dati registrati.

FONTE: Engadget
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