Manoscritti africani dell'800 forniscono prove sull'evoluzione della scrittura moderna

Manoscritti africani dell'800 forniscono prove sull'evoluzione della scrittura moderna
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Una delle doti dell’intelletto umano è tramandare sapere e conoscenza attraverso la scrittura. L’origine di tale strumento comunicativo è tutt’oggi incerta, ma nuove scoperte portano alla luce testimonianze dell’ingegno umano. A tal proposito sono stati analizzati manoscritti africani contenenti nuove prove sull’evoluzione della scrittura.

Gli scritti sono originari della Liberia e si tratta di un insieme di simboli relativi ad una rara forma di proto linguaggio, ideato nel 1834 da individui analfabeti del popolo Vai. Lo studio del reperto, comparando prime versioni degli scritti a quelli moderni, ha permesso ai ricercatori del Max Planck Institute di individuare nuove prove sull’evoluzione delle lingue scritte. Un’altra forma espressiva dall’aspetto misterioso ed affascinante è, di certo, il più antico dipinto rupestre di 45.000 anni fa.

Piers Kelly, antropologo dell'Università del New England, in Australia, ha dichiarato "A causa dell’isolamento del sistema comunicativo e del modo in cui ha continuato a svilupparsi fino ai giorni nostri, abbiamo pensato che potesse dirci qualcosa di importante su come la scrittura si evolve in brevi lassi di tempo".

Nella società moderna la scrittura è una necessità imprescindibile nella comunicazione, tanto da darla spesso per scontata. Le prime prove dell’avvento della scrittura possono essere fatte risalire a circa 5.000 anni orsono in Medio Oriente, ma non si tratta di un sistema per nulla obsoleto, anzi si rinnova continuamente. Ciò permette tutt’oggi la continua genesi di nuovi sistemi di scrittura, soprattutto nel continente africano.

Secondo gli antropologi, tali modelli di scrittura trovarono terreno fertile in piccoli bacini etnici, nello spazio di appena una generazione, e, nel tempo, i loro schemi di espressione caratteristici sono andati semplificandosi. Inoltre, secondo quanto afferma Kelly, esiste un’ipotesi che suggerisce che "le lettere si evolvano da immagini a segni astratti" e continuando "Ma ci sono anche molte forme di lettere astratte nella scrittura iniziale. Abbiamo visto che i segni iniziano come relativamente complessi e poi diventano più semplici attraverso le nuove generazioni di scrittori e lettori".

I creatori della scrittura Vai sembrano essersi ispirati a forme esistenti per progettare la struttura di simboli e sillabe della lingua, attingendo a donne incinte, acqua e proiettili, oltre a emblemi e forme astratte.

Il linguaggio scritto è giunto fino ad oggi, in una forma semplificata rispetto alla complessità del prototipo ottocentesco, e viene utilizzato nella comunicazione quotidiana. Qui di seguito potete ammirare alcuni dei simboli del sistema di scrittura Vai: ꔫ 'bhi' , ꗌ 'tho' e ꔱ 'fi'.

L’aspetto più affascinante del linguaggio è relativo alla sua repentina evoluzione. In 171 anni dalla sua origine ha subito un processo di semplificazione e “compressione”, dovuti alla memoria e all’apprendimento delle generazioni di scrittori e lettori susseguitesi.

In merito al processo, Kelly suggerisce "La complessità visiva è utile se stai creando un nuovo sistema di scrittura. Generi più indizi e maggiori contrasti tra i segni, il che aiuta gli studenti analfabeti. Questa complessità in seguito ostacola una lettura e una riproduzione efficienti, quindi svanisce”.

L’incredibile rapidità con cui tale linguaggio si è evoluto, secondo i ricercatori, potrebbe essere attribuita anche alla già acclarata consapevolezza degli inventori sulle potenzialità della scrittura, mediante l’utilizzo in altre culture, spronando il popolo Vai ad ottimizzarla rapidamente.

E, se siete degli Indiana Jones in erba, non potete lasciarvi scappare il mistero svelato dei manoscritti del mar morto.

Qui di seguito potete osservare un'immagine, appartenente a Kelly e al team di ricerca, che paragona le prime forme di scrittura Vai(a sinistra) alla sua versione moderna (a destra).

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