Mappati, per la prima volta, i crateri sottomarini causati dalle bombe atomiche americane

Mappati, per la prima volta, i crateri sottomarini causati dalle bombe atomiche americane
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Più di 70 anni fa il fondale marino dell'Atollo di Bikini fu scosso dalle potenti bombe atomiche fatte esplodere dall'esercito degli Stati Uniti. Oggi, per la prima volta, gli scienziati hanno ricreato le mappe del fondale, sfregiato dalle 22 bombe fatte esplodere tra il 1946 e il 1958.

La mappa è stata presentata il 9 dicembre 2019 all'incontro annuale dell'American Geophysical Union, dove sono stati mostrati due crateri enormi. Nel 1946 l'America svolse una serie di test nucleari denominati operazione Crossroads. A tal fine, l'esercito riunì più di 240 navi che contenevano diverse quantità di carburante e munizioni, lanciando due ordigni nucleari per distruggerle - afferma Arthur Trembanis, del'Università del Delaware, durante la presentazione.

Uno di questi test, noto come "Baker", fu il primo a far esplodere una bomba atomica sott'acqua, il 5 luglio 1946. "La bomba è esplosa in un microsecondo", ha dichiarato Trembanis. "In pochi secondi più di 2 milioni di tonnellate di acqua, sabbia e coralli polverizzati sono stati sparati in aria, in una colonna larga oltre 274 metri e alta 1.6 chilometri". Il cratere causato dall'esplosione non è mai stato osservato. "Avevamo bisogno di un sonar avanzato", continua l'uomo.

Così Trembanis e colleghi hanno deciso di visitare il sito, mappando un'area circa 1.5 volte più grande del Central Park di New York City, creando modelli digitali con una risoluzione di 1 metro per pixel e rappresentando più di 20 milioni di punti di rilevamento dei dati. A questa incredibile risoluzione, il cratere Baker ha sorpreso gli scienziati per profondità e ampiezza. Il tempo non ha smussato il cratere, che mostra ancora le cicatrici dell'esplosione.

I ricercatori hanno studiato anche un cratere profondo 56 metri con un'insolita forma oblunga e creato da esplosioni multiple: quelle dell'ordigno nucleare Castle Bravo, una bomba da 15 megatoni che fu la più grande mai fatta esplodere dagli Stati Uniti, e Castle Romeo, la prima bomba termonucleare dispiegata.

"I nostri nuovi risultati forniscono informazioni su condizioni precedentemente sconosciute nell'atollo e ci consentono di riflettere sulle conseguenze durature di questi e altri test", dichiara infine Trembanis. Oggi, le isole Marshall hanno alcune zone dove le radiazioni superano perfino Fukushima e Chernobyl.

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