La materia oscura è forse più "oscura" di quel che credevamo

La materia oscura è forse più 'oscura' di quel che credevamo
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Grazie all’analisi costante e instancabile del telescopio spaziale Hubble congiunto alle strumentazioni del VLT, i ricercatori son giunti alla conclusione che - probabilmente - la nostra conoscenza della materia oscura è più lacunosa di quanto avessimo ipotizzato.

La materia oscura è una materia ipotetica che – stando alle più moderne teorie cosmologiche – permea la maggior parte dell’universo: occupa oltre il 27% della materia esistente (con il 68% occupato dall’”energia oscura”, e il restante 4% dalla nostra materia visibile). Non è una scusante per giustificare le teorie degli scienziati, ma è un dato tangibile che ha degli effetti concreti sullo spazio, in particolar modo interagendo grazie alla gravità. Possiamo vederla solo con simulazioni 3D. La maggior parte delle galassie e dei cluster posseggono grandi quantità di materia, e producono degli effetti di curvatura spazio-temporale molto marcati, tra cui la “lente gravitazionale”: una distorsione così enorme dello spazio da curvare la traiettoria della luce di oggetti anche molto distanti, a volte persino sdoppiandone l’immagine.

Il recente studio pubblicato su Science, con un’equipe quasi esclusivamente italiana, ha messo in luce diverse mancanze nei nostri modelli cosmologici più moderni, affermando che la materia oscura presente nell’intero universo potrebbe avere un’influenza ancor più energica di quello che si era teorizzato. Per arrivare a questa supposizione gli scienziati dell’INAF hanno studiato gli effetti delle lenti gravitazionali di diversi ammassi di galassie, e l’effetto che esse esercitano sullo spazio circostante. Son state adoperate diverse tecniche per ottenere la mappatura della distribuzione di materia negli ammassi. I ricercatori hanno usato lo spettrografo MUSE in dotazione al Very Large Telescope, in Cile, per misurare la velocità con la quale le stelle si muovono nelle galassie e l’hanno utilizzata per misurare poi la loro massa.

Il risultato sembra chiaro: la materia oscura ipotizzata dalle nostre simulazioni non è “abbastanza” o quanto meno non è abbastanza potente da poter giustificare degli effetti lente gravitazionale così marcati. Questo può far intendere due cose: o i nostri modelli sono errati, dimostrando di non aver appreso ancora nulla sulla materia oscura (e vi sono alcune teorie che potrebbero anche escluderla dall’equazione cosmica), oppure son corretti ma vanno modificati, con l’aggiunta di qualche parametro in più che giustifichi la “forza” della materia a noi tanto ignota.

In ogni caso, scoprire cosa sta causando la discrepanza tra simulazione e osservazione è probabile che ci porterà a una più forte comprensione della materia oscura.

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