Mediaset, Confalonieri sull'accordo con Sky: "sintomo di grande reattività"

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Si è tenuta ieri l'assemblea degli azionisti di Mediaset, che ha eletto il nuovo consiglio d'amministrazione della società di Cologno Monzese. E' stata l'occasione, come sempre, per i dirigenti, di discutere delle strategie che la compagnia ha intenzione di mettere in atto nei prossimi mesi.

A riguardo sono state molto indicative le dichiarazioni di Fedele Confalonieri, il quale si è a lungo soffermato sull'accordo siglato da Mediaset con Sky, definito dallo stesso un sintomo di grande reattività. Secondo Confalonieri oggi, "con Sky, Mediaset può allargare la copertura multipiattaforma dei propri canali pay, diventare editore su tutte le piattaforme, con il satellite pay, estendere l'utilizzo della propria piattaforma ad altri operatori".

La partnership inoltre rappresenta il primo passo, seguito dall'accordo siglato nel maggio scorso con con Telecom Italia, tutte collaborazioni che "a poco più di un anno dalla presentazione del piano Mediaset 2020, avranno un impatto incrementale sui nostri conti e, come sa il mercato, siamo in linea di coerenza con il piano strategico che ci porterà al 2020. In un mondo in cui la stessa Sky è preda di Disney in una guerra di rilanci miliardari con Comcast è evidente che noi dobbiamo guardare con interesse a una prospettiva di crescita internazionale nel nostro alveo naturale che è l'Europa".

Proprio sullo scenario europeo, Confalonieri ha rilasciato delle interessanti indicazioni. "La nostra consolidata capacità di parlare agli italiani ci mettono spesso al centro del dibattito politico. Siamo tirati in ballo, impropriamente, come un elemento della lotta politica: da che parte sta Mediaset? Di chi fa il gioco? Si parla a vanvera di conflitto di interessi, ma sfido chiunque a valutare i nostri programmi come qualcosa di organico a qualcuno, mentre è vero che tutti i giovani protagonisti della nuova politica italiana si sono fatti le ossa e si sono fatti conoscere nei nostri studi televisivi" è uno stralcio dell'intervento del presidente, secondo cui Mediaset in occasione delle ultime elezioni politiche ha "dato una prova esemplare di cosa significhi essere un grande editore di informazione. Ha saputo essere un polo di dibattito e di confronto democratico".

Ovviamente soddisfatto, Confalonieri, anche degli ascolti registrati dai Mondiali, che sono risultati essere superiori anche a quelli del 2014, quando la competizione vedeva tra le protagoniste anche l'Italia ed era trasmessa sulla tv di stato. Ad oggi, infatti, le prime 36 partite hanno registrato uno share del 26 per cento con 4 milioni di spettatore.

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