Un medico veneziano ebbe un ruolo chiave nel plasmare la chimica moderna

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Lo scienziato italiano Santorio Santori, vissuto il 1561 e il 1636, fornì una spiegazione del funzionamento della materia vent'anni prima di Galileo. In delle note scritte nel suo libro del 1625 "Commentaria in primam Fen primi libri Canonis Avicennae", lo scienziato si rese conto della composizione fatta da "corpuscoli" invisibili della materia.

Il filosofo greco Democrito e altri dopo di lui avevano già sostenuto l'esistenza di tali corpi, ma gli storici in precedenza credevano che nessuno avesse trovato la prova della loro esistenza prima di Galileo Galilei. Il libro, conservato nella British Library, è stato trovato da Fabrizio Bigotti, del Center for Medical History dell'Università di Exeter. Il linguaggio utilizzato e lo stile della calligrafia suggeriscono fortemente che le note siano state scritte a mano da Santorio.

"Il vero contributo di Santorio alla chimica è stato dimenticato ma, spero, questa nuova scoperta significa che non sarà più il caso", afferma Bigotti. "Le note mostrano che lo scienziato non vedeva il mondo fatto di quattro qualità elementali - caldo, freddo, secco e umido - come aveva suggerito Aristotele." Ciò ha contribuito ad avviare il processo di eliminazione dell'idea che la magia e l'occulto possano essere trovati in natura. "Al di là dei suoi indubbi meriti nella scienza, Santorio ha avuto anche idee molto innovative sulla chimica".

Santorio aveva correttamente identificato la struttura minima della materia come una serie di corpuscoli già nel 1603, e aveva dimostrato le sue ipotesi mediante una serie di esperimenti ottici sulla luce e distillando l'urina, utilizzando degli strumenti creati ad hoc. Il medico gettò le basi per quella che oggi è intesa come medicina basata sull'evidenza e studio del metabolismo. La nuova scoperta, inoltre, mostra che è stato tra i primi scienziati a suggerire che il corpo mira a preservare il proprio equilibrio attraverso lo scarico di particelle invisibili.

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