Il mega-tsunami che colpì Israele nel Neolitico è stato confermato

Il mega-tsunami che colpì Israele nel Neolitico è stato confermato
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Nuove evidenze archeologiche spiegano che durante il Neolitico, tra il 7910 e il 7290 a.C. circa, le coste israeliane vennero colpite da uno degli tsunami più grandi nella storia del paese. Alto circa 16 metri, il suo impatto ebbe delle forti ripercussioni sia sulla geologia dell'area colpita sia sulle comunità umane e non che vi abitavano.

I maremoti sono eventi naturali che hanno sempre scosso la Terra e i suoi abitanti. Oggi risultano essere più rari, ma in passato, soprattutto nelle zone che sfociavano nel Vicino Oriente, erano molto più frequenti. Si conta che nel Levante, in più di 3000 anni, vi siano stati 10 tsunami per ciascun secolo (mediatamente uno al decennio).

Questi fenomeni, però, tendevano ad essere più piccoli e meno catastrofici, avendo, di conseguenza, un minor impatto solo su delle realtà molto circoscritte. Il maremoto in questione, invece, non sembra essere stato un evento di piccole dimensioni.

L'area presa in analisi, nello studio pubblicato nella rivista scientifica PLoS ONE, è quella di Tel Dor, nella parte nord-occidentale di Israele.

La peculiarità di questa zona è che, al contrario del resto della città costiere pianeggianti, Tel Dor presenta una superficie più "collinare", derivata da un'alta concentrazione di tumuli. Questi potrebbero essere stati costruiti intorno al 2000 a.C., quando la zona venne occupata dalle prime civiltà umane. Successivamente, vi vissero anche i Romani fino ad arrivare al dominio bizantino e quello crociato, che portarono ad un graduale abbandono dell'area, che l'ha resa, oggi, un importante sito storico.

Attraverso l'uso di tecniche fotogrammetriche, è stata creata una mappa digitale del sito e, grazie anche alle analisi ottenute da scavi sott'acqua e su terra, si è riusciti ad identificare uno strato di suolo ricco di sabbia e resti di conchiglie risalenti tra i 9910 e 9290 anni fa.

Per quanto questo ritrovamento sia stato emozionante per i ricercatori che vi hanno lavorato, è sorto un quesito che non sembra avere risposta: perché, per oltre un millennio dopo il catastrofico evento, nessuno ha vissuto più a Tel Dor?

La domanda nasce da un'evidente assenza di reperti archeologici provenienti dalle società del Neolitico preceramico A e B (questa datazione, tra 10.200 e 9200 anni fa, viene indicata nell'archeologia al fine di identificare tutte quelle culture che si stabilirono nelle regioni mediorientali e alto-mesopotamiche nella Mezzaluna Fertile).

Questa cultura archeologica è molto presente in altre aree del paese, come Gerusalemme, ma non a Tel Dor. Le tesi, come spiega il professore Thomas Levy, sono le più disparate: c'è chi crede che sia stato per via dell'ambiente, fin troppo alterato per poter supportare ogni forma di vita umana; altri, invece, credono sia stato solo il racconto dell'evento ad influenzare la decisione delle popolazioni di non ristabilirsi in quel luogo. Sfortunatamente, una risposta certa non c'è e possiamo solo immaginarla.

Un altro tassello importante, per quanto riguarda l'aspetto geologico della costa, è che lo tsunami ricoprì circa 4 km di terra e non la fece più riemergere. Questo elemento indica ancora una volta il fatto che il maremoto in questione non sia stato un evento di piccole dimensioni.

FONTE: Sci News
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