Mercato criptovalute in "caduta libera": Bitcoin sotto 40.000 Dollari, valute in rosso

Mercato criptovalute in 'caduta libera': Bitcoin sotto 40.000 Dollari, valute in rosso
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Torniamo ancora una volta a parlare del mercato criptovalute: a pochi giorni dal nostro ultimo rapporto sulle difficoltà per Bitcoin e altre monete, riteniamo doveroso segnalare ancora una volta quella che sembra essere quasi una “caduta libera” per le principali valute, non solo nelle ultime 24 ore ma nel corso dell’intera settimana.

Come da nostra tradizione osserviamo anche oggi, mercoledì 22 settembre 2021, i grafici del sito specializzato CoinDesk. Da essi notiamo innanzitutto che il Bitcoin in questa giornata è sceso addirittura a quota 39.612 Dollari circa, vanificando per un attimo i progressi degli ultimi mesi. Fortunatamente per gli investitori, in poche ore la valuta è tornata a quota 42.558 Dollari al momento della scrittura dell’articolo; tuttavia, rispetto a tre giorni fa si parla di un calo di poco più di 5.000 Dollari.

Anche Ethereum è calato da 3.356,98 Dollari a 2.950,89 Dollari, con un minimo nelle ultime 24 ore dato a 2.653,68 Dollari e una diminuzione attualmente data al -1,93%, anche se ci sono lievi segnali di ripresa. Allo stesso modo, Cardano ha aperto la giornata con un valore al cambio di 2,14 Dollari, per poi scendere al minimo di 1,91 Dollari e risalire ora a 2,12 Dollari.

Tra i vari altcoin notiamo anche un calo nelle ultime 24 ore dello 0,32% per Dogecoin, attualmente scambiato a 0,211039 Dollari contro i 0,237691 Dollari di domenica 19 settembre 2021. Tuttavia, coloro che hanno investito su XRP/Ripple e Polkadot potranno tirare un sospiro di sollievo: la prima valuta citata ha infatti aperto la giornata a quota 0,931480 Dollari e ora viene scambiata a 0,935140 Dollari dopo essere caduta a 0,86 Dollari circa. La seconda criptovaluta, invece, ha cominciato la giornata a 28,79 Dollari e ora viene scambiata a 29,59 Dollari, in seguito al tocco del minimo di 25,51 Dollari.

Questo crollo, come abbiamo visto nella giornata di ieri, potrebbe essere stato causato dal caso cinese di Evergrande, colosso immobiliare a rischio crac finanziario.

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