Il mercato nero dei dati sanitari sul deep web raccontato da un'inchiesta

Il mercato nero dei dati sanitari sul deep web raccontato da un'inchiesta
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Un report di Carbon Black rivela il mondo dei dati sanitari prima rubati, e poi messi in vendita nel deep web. Ricatti, frodi e informazioni preziose per produrre farmaci. Ecco a chi interessa mettere le mani sulle informazioni di medici e pazienti.

Aumentano gli attacchi informatici alle strutture sanitarie: l'83% delle organizzazioni della sanità riportano di aver ricevuto più attenzioni da parte dei criminali informatici rispetto al passato. Non solamente c'è interesse per i dati dei pazienti, ma a fare gola ai criminali sono anche e soprattutto quelli dei medici: cursus studiorum, attestati, pubblicazioni e certificati.

Tutte informazioni che possono servire a rubare l'identità del medico, e quindi frodare le assicurazioni o le case farmaceutiche. Per questo tipo di dati il prezzo sul deep web può toccare anche i 500$.

Altri tipi di informazioni d'interesse sono le cartelle cliniche, che potrebbero diventare arma di ricatto quando si parla di malattie delicate. E spesso questo tipo di informazioni vengono leakate senza nemmeno necessità di attacchi informatici. Aveva fatto discutere la diffusione, per errore, dei dati sanitari di 14.200 malati di HIV di Singapore.

I dati d'accesso ai portali delle strutture mediche o delle altre organizzazioni della sanità, invece, vengono venduti a pochi centesimi. Del resto, che questo tipo di dati valga poco più di nulla ce l'aveva insegnato Collection#1.

Spesso i motivi dietro a questa compravendita sono meno oscuri e più banali: fanno gola anche ad alcune aziende interessate a mettere le mani su bigdata altrimenti irraggiungibili. Magari per sviluppare un nuovo farmaco, ha spiegato a Repubblica Andrea Zapparoli Manzoni del Clusit.

E violare i sistemi informatici delle strutture mediche è ancora troppo semplice. "È come rubare in un negozio di caramelle", ha spiegato il professore del Politecnico di Milano Stefano Zanero.

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