Meta al lavoro per la sicurezza dei Mondiali del Qatar: al via una partnership con la FIFA

Meta al lavoro per la sicurezza dei Mondiali del Qatar: al via una partnership con la FIFA
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Mentre continuano le proteste contro i Mondiali di calcio del Qatar, una grande azienda del settore tecnologico ha iniziato a collaborare con la FIFA per ridurre le molestie online collegate alla manifestazione calcistica. Stiamo parlando di Meta, che ha giurato di voler ridurre gli episodi di violenza calcistica sui social.

La partnership tra Meta e la Fédération Internationale de Football Association, in particolare, nasce in seguito alle critiche rivolte nel 2021 contro Instagram per non essere riuscita a proteggere alcuni dei giocatori della nazionale inglese da una serie di commenti razzisti e discriminatori apparsi sulla piattaforma in seguito ad alcune sconfitte durante gli Europei.

In un post sul blog di Meta, l'azienda ha confermato di aver intavolato una collaborazione con la FIFA e altre associazioni per insegnare alle principali squadre calcistiche internazionali ed ai loro giocatori l'utilizzo dei tool anti-discriminazione di Instagram e Facebook, evitando che l'ondata di commenti razzisti dello scorso anno si ripeta anche in occasione dei Mondiali del Qatar.

Nel post, Meta ha scritto che "abbiamo delle chiare regole contro il bullismo, le minacce di violenza e l'hate speech. Sono tutte cose che non vogliamo sulle nostre app". La collaborazione con la compagnia di Mark Zuckerberg, comunque, è già stata criticata da alcuni osservatori e bollata come un tentativo da parte della FIFA di mettersi alle spalle le durissime critiche rivolte contro l'associazione per aver accettato di tenere i Mondiali in un Paese come il Qatar, dove le violazioni dei diritti di donne e lavoratori migranti sono all'ordine del giorno.

Inoltre, a fomentare le critiche contro Meta e la FIFA è anche il fatto che Facebook non abbia ideato tool ad hoc per i Mondiali del 2022, estendendo semplicemente a team, giocatori e allenatori i sistemi già in uso per la moderazione dei contenuti su Facebook e Instagram.

FONTE: The Verge
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