Meta e Oculus sotto la lente privacy inglese: è sicuro per i bambini?

Meta e Oculus sotto la lente privacy inglese: è sicuro per i bambini?
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Dopo la cancellazione di XROS per VR di Meta, presumibilmente dettata da una strategia a medio termine per scoprire i piani di Apple, l'ecosistema in Realtà Virtuale di Oculus finisce sotto la lente dell'Information Commissioner's Office (ICO) del Regno Unito.

L'obiettivo del garante è quello di stabilire se sono state messe in atto delle misure sufficientemente efficaci per assicurare la tutela della privacy dei più piccoli all'interno della piattaforma VR, sulla base del "children's code" redatto da Beeban Kidron.

Con l'arrivo di Oculus Quest e soprattutto con la sua seconda iterazione, infatti, abbiamo assistito a una diffusione a macchia d'olio, culminata di recente con il totale sold out di Oculus Quest 2, segno evidente dell'apprezzamento dell'utenza per tale tecnologia, caratterizzata da un visore completamente svincolato da hardware esterni, che può funzionare in qualunque posto e in ogni condizione.

In particolare, a destare preoccupazione sarebbe il presunto limite d'età dettato dalla propedeuticità di un account Facebook. Nello specifico ogni utente è chiamato a effettuare il login con il proprio account Facebook, per la creazione del quale si sono dovute accettare le relative condizioni d'uso, pertanto non sarebbe tecnicamente concesso l'utilizzo di Quest 2 ai minori di 13 anni.

Tuttavia, come nota la stessa Kidron, risulterebbe fin troppo semplice per un bambino aggirare tali limitazioni, semplicemente spuntando la casella relativa al controllo dell'età. Un portavoce di Meta, invece, ha assicurato al Guardian che l'azienda sarebbe particolarmente attiva nel rispettare il codice e i suoi requisiti.

FONTE: engadget
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