La microbiologia offre un nuovo modo per approcciarsi alle opere di Leonardo da Vinci

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La figura di Leonardo da Vinci ha sempre affascinato il mondo per la sua complessità, sia nell'arte sia nella scienza. Eppure, per quanto possiamo ammirare le sue maestose opere, un piccolo mondo comincia ad interessare sempre più gli esperti. Sembra, infatti, che i disegni del maestro celino intere "civiltà" di batteri e funghi.

E' vero: tutto si erge su un mondo invisibile che solo pochi possono conoscere, comprendere e studiare. Stiamo parlando dei microorganismi, delle forme di vita fantastiche e, come le opere di Leonardo, complesse.

Tuttavia, solo di recente gli studiosi hanno cominciato ad interessarsi ad un analisi più microscopica delle creazioni artistiche dei quest'uomo d'ingegno, forse affetto da ADHD, vissuto nel Rinascimento. Lo studio pubblicato nella rivista "Frontiers in Microbiology" ne è un esempio.

In esso sono state argomentate le analisi effettuate sui 6 disegni di Leonardo. Viene spiegato che sono state individuate numerose tracce di DNA umano, oltre ad una quantità abbondante di batteri e funghi. Probabilmente, questo è indice di secoli di passaggi nelle mani di svariati uomini.

La cosa che ha sinceramente sorpreso i ricercatori è stato il trovare una percentuale di batteri più alta rispetto a quella dei funghi. Questo, nel mondo dell'arte su carta, è insolito ed è stato dimostrato anche con svariati studi. Nel caso di questa ricerca sui disegni, invece, erano più presenti batteri originari da esseri viventi, sia umani che di animali. In particolare, sono state trovate tracce di feci di mosca.

Non è possibile poter determinare in quale periodo preciso tutti questi organismi si siano andati a depositare nelle opere, però, raccontano lo stesso una storia. Per questo sono stati definiti come "tracce invisibili all'occhio" dai ricercatori.

Per esempio, anche se non sono state condotte delle analisi dettagliate per capire a chi appartenessero le tracce di DNA, gli esperti si sentono piuttosto sicuri, dopo aver sequenziato il materiale genetico con le pore (un metodo di terza generazione nell'ambito della microbiologia più veloce) nell'affermare che esse non appartengano al maestro, bensì ad altri uomini vissuti intorno al XV secolo. Con ulteriori ricerche, quindi, sarà possibile individuare tutti coloro che, anche solo per poco, tennero tra le mani i disegni di Leonardo.

Non va sottovalutata questa nuova iniziativa. Se gli studi in questo ambito continueranno, sarà possibile costruire una sorta di "archivio" contenente una dettagliata categorizzazione delle opere del maestro rinascimentale e dei microorganismi trovato al loro interno. Si potrà conoscere cosa caratterizzava l'ambiente di certi luoghi in cui Leonardo visse e chi vide e toccò ciò che oggi noi tanto ammiriamo nei musei d'arte.

Sempre parlando di disegni di Leonardo, sembra che ne sia stato trovato uno misterioso sotto il quadro della Gioconda.

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