Microplastiche trovate nei luoghi più remoti della Terra: com'è possibile?

Microplastiche trovate nei luoghi più remoti della Terra: com'è possibile?
di

Un nuovo studio, pubblicato oggi su Nature Reviews Earth & Environment, mostra come le microplastiche inquinanti, prodotte dall'uomo, vengano trasportate dal vento in alcuni dei luoghi più remoti della Terra, danneggiandone l'ambiente. Secondo quanto scoperto, queste particelle viaggerebbero a grandi distanze e molto più velocemente che nell'acqua.

Infatti, secondo la ricerca, che coinvolge l'Università dell'Anglia Orientale, questi microscopici pezzi di plastica possono viaggiare, nell'atmosfera, dal loro punto di origine agli angoli più remoti del pianeta nel giro di pochi giorni.

Già nel 2018, il dottor Andrew Mayes, della School of Chemistry dell'UEA, aveva sviluppato un nuovo modo per rilevare la presenza di microplastiche nell'acqua, scoprendo come fossero presenti nelle bottiglie di tutto il mondo.

"Queste minuscole particelle di plastica, provengono da una varietà di fonti diverse tra cui cosmetici, abbigliamento, processi industriali, materiali di imballaggio ed il degrado di articoli di plastica più grandi", aveva affermato Mayes.

"Sappiamo inoltre che si trovano nell'ambiente ad alti livelli, in particolare negli ecosistemi acquatici e marini, ma che possiamo trovarne anche nel suolo e nell'aria che respiriamo. Hanno persino raggiunto le profondità dell'Artico, dell'Antartico e dell'oceano, attraversando le correnti oceaniche ed i fiumi", ha proseguito.

"Volevamo quindi capire meglio come le microplastiche trovassero la loro strada nell'atmosfera e come, successivamente, venissero trasportate nelle acque del nostro pianeta".

La ricerca, guidata dalla dott.ssa Deonie Allen e dal dott. Steve Allen, dell'Università di Strathclyde, ha dunque coinvolto la raccolta di campioni di microplastiche nell'aria, nell'acqua di mare e nel ghiaccio durante una spedizione Polarstern nell'Artico.

"Abbiamo finalmente scoperto che l'atmosfera trasporta prevalentemente piccole particelle di microplastica, prodotte da pneumatici e freni nel traffico stradale o dai gas di scarico dei processi industriali, rendendola una via di trasporto molto più veloce che può portare a depositi sostanziali in un'ampia gamma di ecosistemi", ha affermato Mayes.

Ben 25 milioni di tonnellate di micro e nanoplastiche vengono trasportate per migliaia di chilometri all'anno dall'aria oceanica, dalla neve, dai getti del mare e dalla nebbia, attraversando paesi, continenti ed oceani.

"L'aria è un mezzo molto più dinamico dell'acqua. Di conseguenza, micro e nanoplastiche possono penetrare molto più rapidamente nelle regioni del nostro pianeta che sono più remote e ancora in gran parte intatto." ha spiegato la dott.ssa Melanie Bergmann, dell'Istituto Alfred Wegener in Germania.

Secondo le loro stime, entro il 2040 si potrebbero raggiungere le 80 milioni di tonnellate all'anno di microplastiche diffuse indiscriminatamente. Particelle inquinanti che potrebbero influenzare il clima superficiale e la salute degli ecosistemi locali.

Sarà quindi fondamentale continuare a monitorare la situazione per comprendere le interazioni tra l'atmosfera e l'oceano, determinando quali dimensioni delle particelle vengano trasportate ed in quali quantità.

A proposito di inquinamento, sapete che secondo una stima entro il 2050 negli oceani la plastica sarà più dei pesci? Abbastanza preoccupante considerando che anche la neve che è caduta sulle Alpi era piena di plastica.

Quanto è interessante?
2
Microplastiche trovate nei luoghi più remoti della Terra: com'è possibile?