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Sono passati oltre quattro anni da quando Microsoft ha dato il via ai test per i datacenter subacquei e quella che inizialmente sembrava un'idea piuttosto bizzarra si è rivelato un vero e proprio successo. Il datacenter posato sul fondo del mare per due anni infatti ha fatto registrare dei benefici importanti rispetto a quelli sulla terraferma.

Come mostriamo nel filmato in apertura, i tecnici della società americana hanno riportato in superficie il mastodontico datacenter, grande quanto un container, avvolto da alghe, cirripedi ed anemoni di mare.

Secondo quanto affermato dai tecnici, si sarebbe dimostrato affidabile ed avrebbe dato il via ad una serie di discussioni con un team che lavora su Microsoft Azure, che è alla ricerca di nuove soluzioni per soddisfare le esigenze dei clienti.

In termini di affidabilità è stato registrato un incremento di otto volte superiore rispetto a quelli classici che siamo abituati a vedere nelle foto e nei film. La temperatura media più fresca, infatti, consente agli ingegneri di progettare i datacenter in maniera più efficiente dal punto di vista energetico, attraverso l'utilizzo di un sistema idraulico di scambio termico simile a quello usato nei sottomarini.

Microsoft sta considerando la possibilità di posizionare altri datacenter sott'acqua nei pressi delle città costiere, in quanto più della metà della popolazione vive entro 200 chilometri dalle coste marine: in questo modo la società americana riuscirebbe a ridurre gli snodi dei dati mettendo tra le mani degli utenti velocità di trasferimento più brevi.

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