Microsoft: il riconoscimento facciale ha bisogno di regole per evitare abusi

Microsoft: il riconoscimento facciale ha bisogno di regole per evitare abusi
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Microsoft torna a parlare della tecnologia di riconoscimento facciale, e lo fa chiedendo al Governo una regolamentazione unica, allo scopo di accertare in maniera definitiva gli utilizzi del sistema, in modo da evitare abusi o simili. La richiesta è arrivata attraverso un post pubblicato sul blog dell'azienda dal presidente Brad Smith.

Il dirigente ritiene che ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno, ecco perchè è necessaria la formazione di una "commissione di esperti" congressuale bipartisan per esaminare la regolamentazione della tecnologia negli Stati Uniti.

"E' importante perseguire una regolamentazione meditata da parte del governo sul tema della tecnologia di riconoscimento facciale, date le sue ampie ramificazioni sociale ed i potenziali abusi" si legge nel post. "Senza un approccio ponderato, le autorità pubbliche possono basarsi su approcci tecnologici imperfetti o tendenziosi per decidere chi rintracciare, indagare o addirittura arrestare per un crimine".

Il post di Microsoft passerà alla storia in quanto è il primo arrivato da parte di una grande azienda tecnologica sul tema del riconoscimento facciale delle persone da una fotografia o dalle fotocamere di sorveglianza, ecco perchè sicuramente il Governo Americano sarà chiamato a riflettere sul tema.

Smith, ovviamente, nel post non si scaglia contro la tecnologia, in quanto ha anche citato i potenziali usi positivi, in quanto secondo lo stesso potrebbe essere utilizzata per trovare un bambino scomparso o identificare un terroristi, ma si concentra sugli altri utilizzi.

"Immaginate un Governo che vi insegua per tutte le vie per un mese, a vostra insaputa. Immaginate un database di tutti coloro che hanno partecipato ad una manifestazione pubblica che costituisce l'essenza stessa della libertà d'espressione. Immaginate i negozi di un centro commerciale che usano il riconoscimento facciale per condividere informazioni tra di loro su ogni oggetto osservato sugli scaffali, prima di acquistarlo" continua il post, in cui Smith sottolinea a più riprese la necessità di un'azione da parte del Governo, che però, e questo è molto importante, "non assolve in alcun modo le società tecnologiche da responsabilità etiche".

Tuttavia, secondo il dirigente, "riconosciamo che uno dei problemi più difficili da risolvere è la distinzione tra lo sviluppo del riconoscimento facciale e gli usi da parte di terzi".

Smith ha anche precisato che Microsoft, che fornisce le tecnologie di riconoscimento facciale ad alcune aziende, ha già respinto alcune richieste arrivate da parte dei clienti di implementare la tecnologia in situazioni che comportano "rischi per i diritti umani", ma una portavoce del colosso di Redmond, interpellata sulla questione, non ha fornito dettagli.

FONTE: Guardian
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