Più di un miliardo e mezzo di mascherine sono destinate a finire nell'oceano

Più di un miliardo e mezzo di mascherine sono destinate a finire nell'oceano
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Uno dei migliori mezzi a nostra disposizione per difenderci dal virus SARS-CoV-2 è sicuramente la mascherina. Solamente nel 2020 ne sono state prodotte all'incirca 52 miliardi e, di queste, 1,56 miliardi finiranno nei nostri oceani, secondo quanto afferma un rapporto di un gruppo ambientalista di Hong Kong.

Si troverà traccia di questi rifiuti perfino nel 2471, poiché ci vogliono circa 450 anni per decomporre il materiale di cui sono composti. Il rapporto di OceansAsia afferma che i calcoli sono "prudenti", ma molto probabilmente - e come minimo - vedremo il 3% di queste 52 miliardi di mascherine entrare nelle nostre acque.

Numeri ovviamente preoccupanti, che si vanno ad aggiungere alla già disastrosa situazione della plastica nei nostri mari. "Ogni anno, si stima che l'inquinamento marino da plastica uccida 100.000 mammiferi marini e tartarughe, oltre un milione di uccelli marini e un numero ancora maggiore di pesci, invertebrati e altre forme di vita marina", secondo quanto afferma il gruppo ambientalista.

Le prime vittime sono già state fatte: un pinguino è stato trovato morto su una spiaggia in Brasile perché aveva una mascherina incastrata nello stomaco; solo uno dei numerosi casi che avvengono giornalmente negli oceani del mondo. Le raccomandazioni, dal canto loro, rimangono sempre quelle: cercare di riciclare questi rifiuti il più possibile, acquistare mascherine lavabili o utilizzare protezioni realizzate con materiali sostenibili.

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